L’Etiopia ha annunciato il lancio del suo primo satellite nel 2019

L‘Agenzia spaziale etiopica ha annunciato il lancio del suo primo satellite nel 2019, da un sito in Cina. Il satellite contribuirà a migliorare il monitoraggio meteorologico nel paese dell’Africa orientale.
Il continente africano nei suoi programmi spaziali sebbene sia rimasto indietro rispetto ai continenti più ricchi, negli ultimi anni ha istituito una serie di agenzie spaziali nazionali che stanno crescendo rapidamente, tra queste:
– l’Agenzia spaziale nazionale sudafricana, concentrata sull’utilizzo dei dati satellitari per evitare disastri naturali e che ha i suoi astronauti;
– l’Agenzia nazionale per la ricerca e lo sviluppo spaziale della Nigeria, ha lanciato cinque satelliti;
– il Ghana Space Science and Technology Center, coordina la ricerca spaziale in tutto il paese.
L’Unione africana l’anno scorso ha sostenuto una politica spaziale, chiede alla regione di adottare comunicazioni satellitari per lo sviluppo economico, insieme a un programma spaziale continentale. Finora, sette paesi africani hanno lanciato i satelliti.
L’Istituto etiopico per la scienza e la tecnologia spaziale (ESSTI) nel 2016, in occasione della sua fondazione, per la prima volta annunciava l’intenzione di lanciare un satellite. Ora, ESSTI ha annunciato che il satellite, il primo del paese, sarà lanciato nel 2019 da un sito di lancio in Cina. Il satellite di osservazione sarà utilizzato per migliorare il monitoraggio meteorologico in Etiopia.
Solomon Belay Tessema, direttore generale di ESSTI, che ha sede presso l’Università di Addis Abeba, ha detto: «Il satellite sarà lanciato dalla Cina, mentre il controllo e la stazione di comando saranno in Etiopia».
La progettazione, lo sviluppo e la produzione del satellite sono costati 8 milioni di dollari, con il supporto cinese che ammonta a circa 6 milioni di dollari del costo totale. Belay Tessema ha aggiunto:
«La maggior parte del progetto preliminare e critico è stata svolta da un gruppo d’ingegneri etiopi, con la Cina che ha contribuito a fornire una formazione per il progetto. I nostri obiettivi principali per il lancio di questo primo satellite sono due:
– il primo è di creare capacità e competenze applicative della tecnologia dei nostri ingegneri attraverso collaborazioni con scienziati e istituzioni spaziali di altri paesi;
– il secondo è arrivare a progettare in proprio la costruzione e il lancio del satellite».
Il programma spaziale dell’Etiopia al momento vede la partecipazione di 60 studenti, compresi diversi studenti internazionali. La loro sede è presso l’Istituto spaziale di Addis Abeba, così come presso l’Osservatorio e Centro di ricerca di Entoto, che ha sede nella vetta del Monte Entoto. La posizione consente l’osservazione di entrambi gli emisferi Nord e Sud.

Belt and Road espansione della Cina in Africa
La Cina, che ha approfondito il suo ruolo in Africa in tutte le sfere economiche e politiche, è interessata anche a conquistare il business spaziale. Fornire servizi di mappatura spaziale fa parte dell’iniziativa Belt and Road di Pechino (la Nuova via della seta), si estende su tutto il globo, con compagnie spaziali cinesi private e statali che vendono satelliti made in Cina all’estero. La Cina lo scorso gennaio ha donato 550 milioni di dollari alla Nigeria per l’acquisto di due satelliti da produttori cinesi, entrambi destinati al lancio nei prossimi due anni.
Eppure i trasferimenti tecnologici della Cina verso l’Africa sono sempre più sotto esame, con gli esperti che avvertono che questi sistemi digitali potrebbero essere utilizzati per le operazioni d’intelligence di Pechino e la sorveglianza elettronica. Addis Abeba mentre dice che userebbe il satellite per monitorare le colture e il clima, potrebbe anche usarlo a scopo spionistico.
L’Etiopia anche se si sta aprendo e riformando sotto il suo nuovo primo ministro Abiy Ahmed, ciò non significa che non utilizzerebbe il satellite per aumentare la sua potenza militare e di sorveglianza.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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