L’esposizione a luce lampeggiante può prevenire il jet lag

Esponendo le persone a brevi lampi di luce, mentre stanno dormendo, potrebbe fornire un metodo veloce ed efficace per prevenire il jet lag, secondo uno studio condotto da ricercatori della Stanford University School of Medicine.
Jamie Zeitzer, docente, assistente professore di psichiatria e scienze comportamentali, ha detto:
«Rispetto ad altri metodi, questo potrebbe essere un nuovo modo molto più rapido di regolazione al cambiamento di fuso orario».
Lo studio condotto da Jamie Zeitzer con Raymond Najjar, docente, ex studioso di post-dottorato presso la Stanford ora all’Eye Research Institute di Singapore, è stato pubblicato l’8 febbraio 2016 su The Journal of Clinical Investigation.
I ricercatori guidati da Jamie Zeitzer hanno lavorato sullo sviluppo di una tecnica ottimale per l’utilizzo di esposizione alla luce per aiutare le persone ad adeguarsi rapidamente ai cambiamenti nei loro cicli di sonno. I trattamenti attuali di luce terapia per i disturbi del sonno prevedono durante il giorno di stare seduti per ore di fronte alle luci; le sedute un po’ alla volta prima di partire per un viaggio consente la transizione del nostro orologio biologico per un nuovo fuso orario.

Luce notturna
Jamie Zeitzer e i suoi colleghi in un precedente studio, hanno scoperto che la terapia della luce anche attraverso le palpebre chiuse funziona meglio di notte, perché i ritmi circadiani del corpo, che controllano i cicli del sonno, sono più sensibili alla luce durante la notte.
Jamie Zeitzer e Raymond Najjar in quest’ultimo studio, hanno scoperto che prima di un viaggio brevi lampi di luce di notte sono più efficaci dell’esposizione alla luce continua, potrebbero ulteriormente accelerare il processo di adattamento a un diverso fuso orario.
Il trasferimento di luce al cervello attraverso gli occhi non si limita a fornire la vista, cambia anche l’orologio biologico. Aumentando il tempo di esposizione alla luce il cervello di una persona prima di un viaggio che comporta un nuovo fuso orario, può essere indotto a regolare rapidamente i disturbi in cicli di sonno.
Il corpo in un nuovo fuso orario, di solito si regola da solo ma a un ritmo lento di circa un’ora il giorno, nel frattempo si verifica il  jet lag, perché l’orologio del nostro corpo è ancora sincronizzato con il fuso orario originale, ciò può causare stanchezza, mancanza di attenzione, una sensazione generale di malessere, a volte problemi gastrointestinali.

Pirateria biologica
Jamie Zeitzer ha detto: «La terapia della luce è stata progettata per accelerare l’adeguamento del cervello ai cambiamenti dell’orario. La notte l’orologio biologico del cervello quando è sottoposto alla terapia della luce anche quando dorme è indotto ad adattarsi a un ciclo di veglia. E’ una sorta di “pirateria biologica” mentre prendiamo sonno, inganna il cervello a pensare che il giorno sia più lungo».
I ricercatori per determinare quale tipo di luce, intermittente o continua avrebbe fornito il metodo più veloce di regolare i cicli del sonno, hanno reclutato 39 partecipanti di età compresa 19-36 anni: per circa due settimane andando a letto e svegliandosi allo stesso orario, si sono sottoposti a un ciclo ordinario di veglia-sonno. I volontari in seguito sono stati inviati a dormire nel laboratorio, dove per un’ora alcuni sono stati esposti a luce continua, altri sono stati esposti a una sequenza di lampi di varie frequenze.
Lo studio ha evidenziato che il metodo più efficiente e più veloce di regolare l’orologio interno è stato quello di utilizzare una sequenza di lampi di luce di 2 millisecondi (simile a un flash della macchina), a una distanza di 10 secondi, ha provocato un ritardo di sonnolenza di quasi due ore. Per i partecipanti esposti a luce continua, il ritardo è stato solo di 36 minuti.

Perché il metodo funziona?
Jamie Zeitzer ha aggiunto: «Due concetti di fisiologia spiegano perché le luci lampeggianti funzionano meglio di una luce continua. Il primo è che le cellule della retina che trasmettono le informazioni di luce per il sistema circadiano, dopo lo stimolo continuano a farlo per alcuni minuti  – in questo caso, la luce lampeggiante non c’è più.
Il secondo concetto è che tra i lampi di luce le lacune di oscurità consentono ai pigmenti nell’occhio che rispondono alla luce di rigenerarsi, cioè passare da una forma inattiva che non può rispondere alla luce in una forma attiva che è in grado di rispondere alla luce.
La terapia della luce lampeggiante durante la notte potrebbe essere utilizzata per adattarsi a un viaggio, per esempio se domani si volerà a NewYork, stasera si utilizza la terapia della luce, in pratica se normalmente la sveglia è fissata alle 8 del mattino, s’imposta lo spegnimento della luce lampeggiante alle 5 del mattino, così quando si arriva a New York, il sistema biologico è già in fase di spostamento sull’orario del luogo. Abbiamo scoperto che la maggior parte delle persone possono dormire bene anche con la luce lampeggiante, e che la terapia della luce lampeggiante utilizzata durante la notte potrebbe essere un ottimo metodo di aiutare a regolare l’orologio biologico interno per tutti i tipi d’interruzioni del ciclo sonno che riguarda diverse categorie come quella dei medici, i lavoratori del turno di notte che vogliono essere svegli durante le ore diurne nei fine settimana, i camionisti assonnati i cui orari di sonno sono in continua evoluzione».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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