Legge sulle fake news o censura? L’Egitto minaccia i cittadini che sui social media hanno oltre 5.000 follower

Tu o qualcuno che conosci vive in Egitto e ha un account su Facebook, Twitter e altre piattaforme di social media con più di 5.000 follower? Se sì, l’account può essere censurato, sospeso ed è perseguibile penalmente per aver promosso o diffuso notizie false attraverso i social media.
Il 16 luglio, il parlamento egiziano ha approvato una nuova legge, classifica un account personale, blog o sito web di social media con più di 5.000 follower come organi d’informazione, il che li renderà oggetto di accusa per aver pubblicato notizie false o aver incitato a infrangere la legge.
Il Consiglio supremo per l’amministrazione dei media, guidato da un funzionario nominato dal presidente Abdel Fattah al-Sisi, supervisionerà la legge e prenderà provvedimenti contro le violazioni, consentendo allo Stato di bloccare gli account dei social media e penalizzare i giornalisti per la pubblicazione di notizie false.
I social media sono senza dubbio un modo rapido e potente per condividere informazioni e idee, ma non tutto ciò che è condiviso su Facebook o Twitter è vero. Le notizie false ci circondano, ogni paese sta trovando il proprio nuovo strumento per affrontare la questione, nel corso dell’ultimo anno sono emerse come questione primaria sulle piattaforme dei social media, cercando di influenzare milioni di persone con scorretta propaganda e falsità.

Egitto approva la nuova legge sulle notizie false
Reuters riferisce che il Consiglio supremo per l’amministrazione dei media supervisionerà la nuova legge sulla stampa e sui media, prenderà provvedimenti contro chi pubblica “notizie false o incita ad azioni illegali, violenza o odio”.
La nuova legge (la diffusione di notizie false è già considerata un crimine in Egitto), non fa altro che espandere l’attuale repressione includendo gli account dei social media, consentendo allo Stato di colpire in modo più aggressivo gli utenti d’internet per le dichiarazioni che criticano il regime.
L’articolo 29 aveva già affermato che i giornalisti potevano essere incarcerati (attualmente più di 30 sono dietro le sbarre) se ritenuti colpevoli d’incitamento all’odio, alla violenza o alla discriminazione attraverso i loro scritti. La nuova legge stabilisce che “nessuna sanzione può essere inflitta per reati commessi attraverso la pubblicazione o la pubblicità, salvo nei casi d’istigazione”, assicurando che i giornalisti non sarebbero arrestati indiscriminatamente dalle autorità salvo l’accertamento del reato.
Il nuovo disegno di legge vieterà anche la creazione di siti per chi non ha ottenuto una licenza dal Consiglio supremo, permetterà di sospendere o bloccare i siti esistenti, o di infliggere ammende agli editori.

Legge o censura sulle notizie false
La legge, approvata domenica dai due terzi dei deputati, entrerà in vigore dopo la ratifica da parte del Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, è molto probabile che sia approvata poiché tali leggi sono spesso ispirate al suo governo.
Le autorità egiziane dall’ascesa al potere di Abdel Fattah al-Sisi nel 2014, hanno incarcerato decine di migliaia di giornalisti, blogger e attivisti di spicco per aver protestato contro il suo governo.
Le autorità hanno addirittura censurato centinaia di siti tra cui media indipendenti come Mada Masr e gruppi per i diritti umani come Human Rights Watch, affermando che tali siti sostenevano il “terrorismo” o riportavano “false notizie”.
I critici affermano che la nuova legge aumenterà la capacità delle autorità egiziane di reprimere la libertà di parola e di dissenso.
L’Egitto per quanto riguarda la libertà di espressione si colloca al 161° posto su 180 paesi nel World Press Freedom Index compilato da Reporters sans frontières (RSF).

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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