Le mele stanno diventando più dolci, alcuni secoli fa erano dolci come la carota

Daniel E. Lieberman professore di paleoantropologia e biologia all’Università di Harvard, ci offre un resoconto lucido e coinvolgente di come il corpo umano si è evoluto nel corso di milioni di anni. Illumina le principali trasformazioni che hanno contribuito agli adattamenti chiave del corpo: l’ascesa del bipedismo; il passaggio a una dieta a base di frutta; l’avvento della caccia e raccolta (rappresentano la modalità di adattamento all’ambiente più stabile e storicamente persistente della storia dell’umanità, fondata su conoscenze e tecnologie complesse supportate da materiali di facile reperibilità, a minima dispersione di energia); e come i cambiamenti culturali come le rivoluzioni agricole e industriali ci hanno influenzato fisicamente. Mostra come la crescente disparità tra il miscuglio di adattamenti nei nostri corpi dall’età della pietra e i progressi nel mondo moderno stia causando un paradosso: maggiore longevità ma aumento delle malattie croniche. E infine – provocatoriamente – sostiene l’uso delle informazioni evolutive per aiutare a spingere e talvolta persino a costringerci a creare un ambiente più salubre e perseguire stili di vita migliori.
Daniel E. Lieberman nel suo libro The History of the Human Body spiega che in passato le mele non avevano tanto zucchero. E non solo le mele. Tutti i frutti moderni sono stati coltivati selettivamente per essere molto più zuccherati.

Consumo eccessivo di zucchero
Il consumo eccessivo di zucchero è un problema nei paesi più sviluppati, una singola lattina di soda può già avere la metà di tutto lo zucchero giornaliero raccomandato per un adulto. Il colmo è che se mezzo litro di soda può contenere l’equivalente di 13 cucchiaini di zucchero, anche tre mele hanno lo stesso contenuto di zucchero, perché stanno diventando più dolci.
La differenza tra una bibita e tre mele è che, sebbene la prima opzione non fornisca alcun valore nutrizionale, la seconda fornisce vitamine, minerali e fibre, ed è anche più saziante, quindi è consigliabile mangiare le mele, anche se hanno molto zucchero. Le mele di alcuni secoli fa probabilmente non erano più dolci di una carota.

Il colore della carota
La carota era molto diversa da quella che consumiamo attualmente: piccola e principalmente di colore viola, era possibile trovarne anche di rosse e gialle. La più antica testimonianza conosciuta dell’uso di carote da parte dell’uomo è in Afghanistan risale al 3000 a.C., quelle carote erano viola all’esterno e gialle all’interno.
La prima carota arancione, come la conosciamo, arrivò molto più tardi. Coltivata nell’Olanda del XVI secolo fu il risultato di un incrocio deliberato per abbinare il colore arancione a quello della casa reale olandese di Orange. Oggi è diventato di moda coltivare di nuovo carote colorate. Esistono negozi che vendono carote bianche, gialle, rosso scuro e viola per rendere più divertenti le insalate.
Donald Davis biochimico dell’Università del Texas nel suo studio riporta che negli anni ’50 molti frutti erano già diversi. Gli attuali, a confronto, sono il 50% più poveri di ferro e con il 12% in meno di calcio e il 15% in vitamina A.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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