Le città europee non sono state costruite per affrontare questo tipo di calore

Le ondate di calore da record stanno diventando la norma in tutta Europa, è sempre più chiaro che la maggior parte delle città europee non sono state costruite per far fronte a questo tipo di temperatura.
La crisi climatica che il nostro pianeta sta attraversando sta rendendo le ondate di calore molto più comuni, il mondo intero ne sta risentendo gli effetti. Le città in particolare soffrono a causa dell’alta densità di cittadini e dell’effetto isola di calore urbano, causato in gran parte dall’assorbimento di calore delle pavimentazioni e degli edifici, così come dalla riduzione della copertura vegetale, può rendere le città più calde rispetto alle loro immediate vicinanze, alterando allo stesso tempo i modelli di vento e pioggia.
Le ondate di calore alimentate dal riscaldamento globale e aggravate dall’effetto isola di calore urbano, saranno devastanti, soprattutto perché le città europee non sono preparate: prendiamo ad esempio le città del nord Europa, l’architettura comune comprende grandi finestre costruite per far entrare quanta più luce possibile. Le persiane sono un evento raro, e anche le tende da Sole non sono così comuni. L’aria condizionata è in gran parte riservata agli spazi commerciali e, in generale, gli edifici sono progettati per mantenere il calore all’interno, non per lasciarlo uscire.

Regno Unito
Le vecchie case nel Regno Unito sono ancora un problema importante. La Gran Bretagna favorita da un fiorente XIX secolo e da una virtuale assenza di terremoti, può cavarsela con case veramente vecchie. Il paese ha ancora più di 5 milioni di case costruite prima del 1900, e circa 10 milioni di case costruite prima degli anni ’50 (su un totale di 25 milioni).
La stragrande maggioranza di queste case non ha un reale isolamento o ventilazione, possono diventare molto calde durante l’estate: secondo il Comitato per il controllo ambientale del Parlamento britannico, una casa su cinque si surriscalda durante l’estate. Sebbene questo sia un problema in molte parti d’Europa (molti paesi hanno una parte rilevante di vecchie case), è particolarmente diffuso nel Regno Unito, a causa delle sue vecchie infrastrutture.
Kathryn Brown nel Regno Unito è responsabile dell’adattamento presso il Comitato sui cambiamenti climatici (CCC), dirige il segretariato che sostiene il comitato di adattamento, ha detto:
«Non si tratta solo di case, le temperature in alcuni ospedali britannici possono superare i 30° C quando la temperatura esterna è di soli 22° C».

Germania e altre città europee
Le alte temperature in Germania generalmente sono associate alla siccità o, per lo meno, a bassi livelli dell’acqua. Recentemente il paese ha dovuto affrontare un caldo soffocante, le navi sono state bloccate perché il Danubio aveva livelli d’acqua insolitamente bassi. Altrove, città come Amsterdam o Barcellona ha a che fare con un’elevata umidità, che rende il calore ancora più difficile da sopportare.
I grandi edifici rappresentano un altro problema prevalente in Europa, sono comuni nella maggior parte delle grandi città, questi edifici raccolgono più calore delle case unifamiliari, anche se, in realtà, è in questo tipo di edifici che l’aria condizionata sta diventando sempre più comune.
Il problema è accentuato dal fatto che le città europee tende ad avere uno sviluppo più denso di quello americano. Il trasporto pubblico, molto più diffuso in Europa che negli Stati Uniti, può anche essere molto più gravoso in caso di caldo estremo. Ironia della sorte, alcune delle caratteristiche che rendono le città europee più rispettose dell’ambiente (come la relativa mancanza di aria condizionata e meno guida) le rende più vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici; anche i dati demografici stanno rendendo le città europee più vulnerabili: le popolazioni urbane stanno invecchiando, il che renderà la società più esposta e vulnerabile agli eventi meteorologici estremi.

Salvare vite umane
La lotta più grande è evitare colpi di calore e altri gravi problemi di salute. Il ricercatore climatico Peter Innes dell’Università di Reading ha detto:
«L’aumento della frequenza delle ondate di calore corrisponde fedelmente ai calcoli sul riscaldamento globale causato dall’uomo, queste ondate di calore possono uccidere decine di migliaia di persone ogni anno. E’ stato stimato che circa 35.000 persone sono morte a causa dell’ondata di caldo in Europa nel 2003, quindi questo non è un banale problema».
Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC) formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, l’Organizzazione meteorologica mondiale e il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente allo scopo di studiare il riscaldamento globale, ha detto:
«La situazione è grave, le ondate di calore sono il pericolo più importante legato al cambiamento climatico, particolarmente a rischio, gli anziani, i giovani, gli individui con condizioni croniche preesistenti, le comunità con uno stato socioeconomico debole, le persone con disturbi mentali e gli individui isolati».
Bob Ward, direttore delle politiche e delle comunicazioni dell’Istituto di ricerca Grantham sui cambiamenti climatici e l’ambiente, ha detto:
«Le persone sane in generale vanno bene con il caldo, purché prendano alcune precauzioni, ma quando si comincia a raggiungere i 40°C, anche le persone sane sono a rischio. Tutte le città europee in pratica saranno più vulnerabili al caldo estremo nei prossimi decenni, anche se alcune sono più vulnerabili di altre.
Le città abituate a climi più temperati, come Londra, hanno più difficoltà ad affrontare il problema. I luoghi soggetti a inverni freddi tendono a preoccuparsi di più dell’isolamento termico, ma, naturalmente, alcune delle misure che si progettano per mantenere il calore durante l’inverno possono impedire la sua fuoriuscita in estate, il che rende il problema ancora più grave».

Piano di emergenza di Parigi per fronteggiare eventi di calore estremo
Le città si stanno adattando, imparando dalle esperienze precedenti. Parigi ha attuato un lodevole e completo piano di emergenza per far fronte a eventi di calore estremo. Il piano per le ondate di calore di Parigi può fare una grande differenza e probabilmente salvare vite.
Le scuole materne per cominciare, sono dotate di condizionatori d’aria, mentre ai genitori degli studenti sono forniti “kit per le ondate di calore”. C’è anche Chalex, il registro dove ci si può autodichiarare di essere vulnerabili alle alte temperature, particolarmente consigliato per gli anziani o per le persone con problemi respiratori. Gli iscritti (attraverso una telefonata gratuita) ricevono consigli su misure preventive contro il caldo, così come assistenza medica professionale inviata a casa loro se ne hanno bisogno.
Parigi, come molte altre città, sta anche installando più fontane pubbliche, macchine nebulizzatrici, e “locali climatizzati” in strutture pubbliche per aiutare i passanti ad affrontare il caldo torrido.
E’ evidente che queste sono tutte soluzioni di emergenza, se vogliamo davvero cercare soluzioni, dobbiamo sviluppare piani a lungo termine. Piantare più alberi è sempre una buona idea: forniscono ombra, filtrano l’aria e riducono le temperature grazie alla traspirazione. Creare più parchi è un modo importante per dare un po’ di necessario sollievo. I giardini verticali e i tetti verdi sono metodi più innovativi per raggiungere lo stesso obiettivo, anche se molti degli edifici più vecchi d’Europa faranno fatica ad accoglierli.
Infine, se le città europee vogliono veramente adattarsi alle ondate di calore, il modo migliore per farlo è di imparare dalle città che l’hanno già fatto.

Imparare dall’Europa meridionale
Le ondate di calore mentre sono diventate solo di recente un grosso problema nell’Europa centrale, settentrionale e occidentale, l’Europa meridionale se n’è occupata da molto tempo e con molto successo.
Se volete capire come le città del sud stanno affrontando il problema, basta chiedere una birra: nella maggior parte delle città del mondo, la birra è contenuta in bottigliette da 0,33 e 0,5 litri, ma in luoghi come Spagna o Portogallo, di solito le bottigliette sono da 0,25 o 0,2 litri. Non è che non gli piace la loro birra, sanno che il più delle volte, la birra si scalda prima che tu abbia la possibilità di berla.
E’ importante sottolineare che le bevande alcoliche preferite sono anche leggere – come la Sangria o le birre a bassa gradazione alcolica – perché l’alcol non è tuo amico nei periodi caldi. Tale accettazione e adattamento è un concetto fondamentale per affrontare le ondate di calore, conduce a risultati molto meno banali di una birra.
Evitare di andare all’aperto a mezzogiorno è una delle principali filosofie dell’Europa meridionale, che si tratti di Grecia, Spagna o Italia, i negozi spesso chiudono dopo l’ora di pranzo e la siesta è dovuta in gran parte al fatto che fa troppo caldo per uscire. Il pranzo è spesso solo uno spuntino rinfrescante, la sontuosa cena generalmente è servita dopo il tramonto.
Il Sole è più forte, tra le 12:00 e le 16:00, si dovrebbe camminare solo se ne avete assolutamente bisogno; anche la sosta all’ombra è importante, va di pari passo con la piantumazione di più alberi e lo sviluppo di parchi o giardini.
L’architettura dell’Europa meridionale è ideale per affrontare le ondate di calore, dagli iconici edifici bianchi comuni sulle coste greche e italiane alle piccole e tortuose strade spagnole che fungono da freschi corridoi d’ombra, l’architettura mediterranea è eccellente per affrontare il caldo, anche se non tutti questi elementi potrebbero essere replicati, ci sono ancora molte lezioni che le città del nord vorranno imparare.
L’Europa quando si tratta di ondate di calore urbano, ha il suo lavoro da fare. Tra vecchie infrastrutture, città affollate e isole di calore cocente, il Vecchio Continente farà sicuramente fatica ad adattarsi alle ondate di calore ormai regolari, ma dovrà comunque farlo. La crisi climatica non risparmierà nessuno e le città europee hanno le risorse e la capacità di prepararsi e adattarsi alle imminenti sfide.
L’adozione di misure come l’aggiunta di altri impianti di climatizzazione e di automobili non farà che aggravare il problema nel lungo periodo. L’Europa (come il resto del pianeta) ha bisogno di soluzioni sostenibili. Essere consapevole del problema è il primo passo, il successivo è di coinvolgere tutti per l’azione.
Il cambiamento climatico anche se facciamo tutto per bene, non si fermerà all’improvviso, continuerà per decenni, anche negli scenari più ottimistici. Sta a noi trovare soluzioni sia per il breve sia per il lungo periodo, o pagare il prezzo. La gara è iniziata.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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