L’Avana e la città americana di Key West sono gemellate, utilizzano i piccioni viaggiatori per superare l’embargo (video)

I piccioni incuranti dei confini nazionali, hanno a lungo portato i messaggi tra l’Avana e Key West, la città più a sud degli Stati Uniti. Un piccione ben addestrato può fare la traversata di 160 chilometri in circa quattro ore, mentre una barca a vela impiega ventiquattro ore.
La gente dagli albori della civiltà a Sumer (per gli Assiri e i Babilonesi, “Sumer” è la terra che corrisponde alla parte meridionale dell’attuale Iraq, che si affaccia sul Golfo Persico), ha usato i piccioni come messaggeri, così come l’esercito statunitense in certe occasioni li ha utilizzati durante la guerra del Vietnam.
Ora, nell’era di droni, un messaggero di piume e ossa sembra obsoleto, in particolare quando il governo degli Stati Uniti in cerca di traffico illecito spende milioni di dollari per i dirigibili di sorveglianza che scrutano oltre lo stretto della Florida.
L’Avana e Key West (nonostante l’Enemy Act l’embargo commerciale e di scambio applicato dagli Stati Uniti a Cuba dal 1959), hanno sempre avuto uno stretto rapporto. Le loro culture dall’era del proibizionismo sono state plasmate da storie di trasporto di merci illecite risalenti ai Rumrunners (trasportavano illegalmente alcolici oltre frontiera). Le due città sono come sorelle, nonostante la barricata volta a separarli.

Il video sottostante mostra il sorprendente filmato di un piccione viaggiatore di Duke Riley, ha catturato immagini e audio di alcune persone in navigazione su barca a vela

Duke Riley è un artista di Brooklyn, disegnatore, incisore, scultore, ha realizzato video e installazioni multimediali, ha detto:
«Ho realizzato “Trading with the Enemy” (Commercio con il nemico) per sovvertire la barricata dell’embargo, ho utilizzato metodi che sono molto più antichi e meno sofisticati rispetto alle tecnologie di sorveglianza militare che li hanno sostituiti.
L’idea dei piccioni viaggiatori l’ho realizzata dopo aver letto che i capitani delle navi che hanno attraversato lo Stretto prima dell’embargo, utilizzavano i piccioni per inoltrare messaggi per annunciare l’arrivo o messaggi di difficoltà. Ho usato materiali di recupero per costruire un soppalco sull’isola di Key West, dove ho trascorso otto mesi per addestrare cinquanta piccioni viaggiatori.
Ho diviso i piccioni in “contrabbandieri” e “documentaristi”. I contrabbandieri per il contrabbando di sigari li ho chiamati con i famigerati nomi di Pierre Lafitte, di New Orleans, e Minnie Burr, di Memphis, trasportavano forniture sotto la gonna durante la guerra civile.
I piccioni “documentaristi” li ho chiamati con i nomi di registi che hanno avuto problemi con la legge, come Roman Polanski e Mel Gibson. Ho dipinto ed esposto per la vendita in una galleria i ritratti o, per meglio dire le foto segnaletiche di tutti i cinquanta piccioni, accompagnate dalla descrizione dei loro sforzi, per esempio il piccione Pierre Lafitte ha completato la sua missione; il piccione Minnie Burr, ahimè, è stato perso in mare.
Le imbracature per sostenere le tasche per contenere una dozzina di sigari Cohiba sono degne di Etsy (è un sito web dedicato all’e-commerce, all’interno del quale gli iscritti possono vendere prodotti artigianali oppure oggetti vintage), le ho ricavate da spalline del reggiseno.

Il filmato del piccione documentarista in sosta su una barca a vela in Florida, anche se è traballante, è affascinante. Non sapevo che durante il viaggio i miei piccioni facessero queste pause.
Il piccione equipaggiato con una piccola telecamera ha registrato le immagini e l’audio di alcune persone sulla barca a vela.  Ecco uno stralcio di quello che hanno detto prima e dopo aver visto il piccione:
«No, non ho mai posseduto una barca da pesca. Ho fatto un sacco di pesca con una barca noleggiata.
C’è un uccellino lassù.
Carol, cosa che ha sul collo?
Non lo so.
Qualunque cosa sia, è verde.
E’ lì sulla pancia.
Una specie di uh … qualcosa.
Forse un dispositivo di tracciamento?
Qualunque cosa sia … non può essere buono per lui.
Vieni da questa parte …
Sembra indossare una bomba. Voglio dire, lo so che non è, ma …

(La bambina) Papà! Papà, sorridi!
Ecco fatto!
Continua a sorridere! Continua a sorridere e abbracciami!
Continua ad abbracciarmi!
Ehi Ann! Ehi Ann!
Che cosa?
Il vento sta rovinando i capelli.
Ann. Non rovinare i capelli.
Sto per girare un po’ il timone va bene?
Gira il timone.
… mentre in sottofondo dalla barca a vela sangono le note della canzone di Jimmy Buffett con le parole che dicono:
“Alcune persone sostengono che ci sia una donna da incolpare. Ora penso che l’inferno, potrebbe essere colpa mia …“».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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