L’Australia, bloccherà i passaporti dei pedofili per reprimere il turismo sessuale

L’Australia sarà la prima nazione al mondo a bloccare i passaporti dei pedofili condannati. L’iniziativa del governo australiano per porre fine al turismo sessuale infantile, nell’immediato interesserà ventimila pedofili australiani già condannate per reati di pedofilia e che, dopo aver scontato la pena, rimangono sotto osservazione da parte delle autorità. Lo scorso anno, quasi 800 trasgressori dall’Australia hanno viaggiato in paesi meno sviluppati in tutta l’Asia sud-orientale.
Derryn Hinch, un deputato indipendente che ha fatto una campagna per reprimere i reati sessuali, ha detto:
«I pedofili condannati non sono andati lì per il sole a Bali, Phnom Penh e Siem Reap, in questi luoghi si vedono uomini australiani di mezza età con giovani ragazzi del posto, non sono lì per abbronzarsi. Statisticamente sappiamo che molti di questi depravati criminali, predatori di bambini vulnerabili, lo faranno nuovamente una volta data l’opportunità».
Dati orribili sono emersi negli ultimi anni sugli stranieri – tra cui numerosi australiani – in viaggio in paesi come Cambogia, Thailandia e Filippine per depredare i bambini piccoli. Robert Andrew Fiddes Ellis, un australiano di 71 anni, lo scorso anno in Indonesia è stato condannato a 15 anni di carcere per aver aggredito sessualmente 11 ragazze di età compresa tra i sette e i 17 anni.
La legge australiana attualmente richiede di allertare le autorità quando i pedofili registrati sono in viaggio all’estero, ma molti non lo fanno. L’anno scorso circa 800 delinquenti ha viaggiato all’estero senza aver richiesto il permesso.
La polizia australiana è tenuta a trasmettere ai paesi di destinazione i piani di viaggio degli autori dell’infrazione, ma le autorità nei paesi meno sviluppati spesso sono mal equipaggiate per agire sulle informazioni.
Michael Keenan, ministro della Giustizia australiano, ha detto:
«Nessun paese prima d’ora ha intrapreso un’azione così forte e decisa per impedire ai propri cittadini di recarsi all’estero, spesso in paesi vulnerabili, e abusare di bambini, il turismo sessuale è un crimine ripugnante».