L’arte di fare un libro (video)

I libri molto prima che la TV, i computer e social media riempissero i nostri giorni, erano la forma predominante d’intrattenimento. I libri fatti a mano dopo l’avvento di eBook (versione elettronica scaricabile su internet) e tascabili, mantengono il loro fascino.
Il video The Art of Making a Book mostra la realizzazione artigianale di un libro, rilegato in pelle, comporta un lavoro impegnativo, ripagato dal risultato finale che va oltre un semplice libro, spesso è un’opera d’arte.
I caratteri tipografici mobili in metallo, manualmente sono disposti in riga per comporre le frasi. Al termine otto pagine sono pronte per la stampa. L’inchiostro appiccicoso è strofinato in modo uniforme sui caratteri mobili. I fogli di carta tramite una pressa a mano tipo torchio sono schiacciati sui caratteri mobili inchiostrati.
I fogli stampati, piegati e tagliati dopo essere stati sovrapposti, sono ulteriormente pressati con alcuni colpi di martello, poi dopo essere stati cuciti, il libro è quasi pronto. Poggiato sul dorso, è incollato al rivestimento di pelle, questa, opportunamente ritagliata, crea una perfetta liscia copertura.
Semplici, tocchi decorativi al termine sono tutto quello che serve per trasformare una pila di fogli piegati in uno squisito tomo, pronto per essere letto e amato per le generazioni a venire.
Il lavoro anche se sembra semplice richiede impegno e attenzione ai dettagli, aggiunto a una produzione limitata, non c’è da meravigliarsi se questo tipo di libri rappresentano beni preziosi e status symbol.

Il procedimento di stampa di Gutenberg
La stampa a caratteri mobili è una tecnica di stampa inventata dal tedesco Johannes Gutenberg nel 1455. Questo per quanto riguarda l’Europa: in Asia, infatti, esisteva fin dal 1041, grazie alla tecnica dell’inventore cinese Bi Sheng ( Huizhou, 990–1051).
Il procedimento di stampa di Gutenberg consisteva nell’allineare i singoli caratteri in modo da formare una pagina, che veniva cosparsa di inchiostro e pressata su un foglio di carta o di pergamena. L’innovazione stava nella possibilità di riutilizzare i caratteri. Con la tecnica precedente, cioè la xilografia (da cui il torchio xilografico), le matrici di stampa venivano ricavate da un unico pezzo di legno, che poteva essere impiegato solo per stampare sempre la stessa pagina, finché non si rompeva la matrice, cosa che accadeva molto spesso.
La lega tipografica per i caratteri di Gutenberg era formata da piombo, antimonio e stagno, raffreddava velocemente e resisteva bene alla pressione esercitata dalla stampa. La macchina usata per la stampa era derivata dalla pressa a vite usata per la produzione del vino: essa permetteva di applicare efficacemente e con pressione uniforme l’inchiostro sulla pagina.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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