Laboratorio di robotica ha scoperto il trucco dello scarafaggio, ecco come sparisce alla vista dell’occhio umano (video)

Gli esseri umani quando vedono uno scarafaggio scomparire alla velocità della luce, in realtà, sono tratti in inganno da un trucco utilizzato dall’intelligente insetto.
La scoperta l’ha fatta il laboratorio di robotica Berkeley, per catturare i segreti del trucco ad una velocità che l’occhio umano non può percepire, ha utilizzato una telecamera slow-motion: lo scarafaggio utilizza le zampe posteriori per oscillare sotto la sporgenza.

Jean-Michel Mongeau della UC Berkeley robotica, ha detto:
“Quando abbiamo rallentato il filmato, siamo stati sorpresi nel vedere che erano le zampe posteriori dello scarafaggio ad afferrare la superficie per poter oscillare per finire sotto la sporgenza“.
Robert Full, professore di biologia integrativa (quindici anni fa ha scoperto che gli scarafaggi, per correre rapidamente, si ergono sulle due zampe posteriori come fanno gli esseri umani), ha detto:
“Gli scarafaggi continuano a sorprenderci. I ricercatori stanno studiando gli insetti per costruire robot in grado di imitare la loro incredibile abilità nello scomparire, hanno veloci sistemi di reazione, che consente loro di sfuggire rapidamente ai predatori.
Sorprendentemente hanno scoperto un comportamento simile di fuga anche nelle lucertole e gechi, documentati nella giungla presso le Riserve Naturali vicino a Singapore. E’ un comportamento abbastanza diffuso per questi piccoli animali, un modo efficace per spostarsi rapidamente e sfuggire alla vista.
L’atto di scomparire dello scarafaggio, però, si basa su piccoli peli sulle sue zampe, senza questi cruciali elementi, come si è visto nel video che mostra il trucco, lo scarafaggio cade dalla sporgenza”.
Jean-Michel Mongeau e lo studente di bioingegneria Brian McRae, hanno analizzato i meccanismi utilizzati dallo scarafaggio americano (Periplaneta americana).
Jean-Michel Mongeau, ha detto:
«In realtà correva a tutta velocità verso la sporgenza, si tuffava fuori, poi, afferrava il bordo con i suo artigli, a volte con una sola zampa, utilizzando il settantacinque per cento della sua energia, oscillava come un pendolo sotto la sporgenza. Il pendolo sottopone lo scarafaggio ad una forza di gravità di 3-5g, simile a quella dello strattone che gli esseri umani “sentono” quando effettuano un salto con l’elastico.
Oltre ad aiutare gli scienziati a comprendere la locomozione animale, questi risultati miglioreranno i robot. Oggi, alcuni robot sono bravi a correre, altri a salire, ma in pochi sono bravi a svolgere contemporaneamente i due compiti.
E’ questa la sfida nel campo della robotica, vogliamo produrre robot che siano in grado di camminare su superfici complesse per entrare in zone pericolose dove i primi soccorritori non possono entrare”.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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