La tecnologia futuristica dell’ologramma promette una telepresenza umana ultra-realistica (Video)

Gli scienziati hanno fatto un passo avanti nel trasformare la fantascienza in realtà, un nuovo sistema di visualizzazione tridimensionale sviluppato dai ricercatori in Canada, è in grado di trasmettere un’immagine a 360 gradi di un umano, può essere vista senza particolari gadget come cuffie o specchietti in rapido movimento.
La tecnologia futuristica potrebbe inaugurare una nuova era di “telepresenza” ultra-realistica, spazia dalla remota partecipazione a riunioni e conferenze, alle apparizioni virtuali sul palco ai concerti.
Roel Vertegaal, professore d’interazione uomo-computer presso la Queen’s University in Ontario, in Canada, ricercatore capo di un nuovo studio sulla tecnologia ha detto:
«L’immagine 3D proiettata, osservata da più spettatori da diverse angolazioni, sembra reale. Il sistema di visualizzazione, denominato “TeleHuman 2”, utilizza tre telecamere stereoscopiche – registrano le informazioni sulla conformazione fisica di un soggetto, così come quello che sembra – per prendere il video in diretta della parte anteriore, posteriore e lati di un soggetto umano. Le informazioni sull’immagine e sulla sua forma 3D, note come “campo luce”, sono poi trasmesse come dati tramite una connessione Internet allo schermo cilindrico alto quasi 2 metri chiamato Telepod, è un sistema di visualizzazione cilindrico, dentro di sé è in grado di proiettare un’intera persona in tre dimensioni. Ciò significa che puoi camminare attorno al Telepod, dove è visualizzato l’essere umano virtuale, sembra che tu stia camminando attorno a una persona. E’ bello che tu possa camminare completamente intorno alla persona con cui stai parlando, proprio come se fosse lì, anche se è dentro uno schermo cilindrico».

Ricerca a lungo termine
I ricercatori per decenni hanno provato a creare una sorta d’immagini olografiche tridimensionali viste in molti film di fantascienza, come quando la principessa Leia fa un appello olografico per aiutare Obi-Wan Kenobi nel film originale “Star Wars”, o l’immaginario “Holodeck” utilizzato per creare ambienti virtuali nella serie TV “Star Trek”.
Le proiezioni in 3-D sono state difficili da creare nella vita reale perché in genere devono essere proiettate su una superficie e non possono essere viste solo nell’aria. Gli scienziati recentemente con un limitato successo hanno cercato con il laser di intrappolare minuscole particelle per creare immagini tridimensionali che sembrano fluttuare nell’aria. Altri metodi creano questo effetto usando la luce che rimbalza da uno specchio che ruota rapidamente. Lo specchio ruota così velocemente da sembrare invisibile, mentre la luce riflessa dalla sua superficie mobile produce una forma tridimensionale. Alcuni sistemi di realtà virtuale possono creare anche una presenza tridimensionale, ma gli spettatori per vederla devono indossare cuffie VR.
I cosiddetti “ologrammi” (visti in alcuni spettacoli negli stadi), come la “comparsa” al Coachella Valley Music and Arts Festival del rapper Tupac Shakur morto nel 2012, è stata possibile usando una variazione di un’illusione bidimensionale proiettata su uno schermo trasparente, nota come Fantasma di Pepper (meglio conosciuto come Pepper’s Ghost) è una tecnica illusoria usata in teatro, nelle case degli orrori e in vari trucchi magici. Utilizza una lastra di vetro, plexiglas o altri film plastici unita a particolari tecniche d’illuminazione, per dare l’illusione che gli oggetti appaiano e scompaiano, diventino trasparenti o s’inseriscano all’interno di altri (morphing). Prende il nome da John Henry Pepper, riprese l’effetto inventato nel XVI secolo dal filosofo e alchimista italiano Giovanni Battista Della Porta e lo rese famoso. Da questa tecnica deriverà anni dopo, l’invenzione del cinema.
Il nuovo sistema TeleHuman 2 utilizza uno speciale schermo riflettente e un telaio esterno di oltre 40 proiettori per ottenere un effetto 3D da qualsiasi angolazione.

Applicazioni pratiche
Roel Vertegaal pensa che il nuovo sistema di visualizzazione sarà inizialmente utilizzato per la teleconferenza, ha detto:
«Grazie alla sua larghezza di banda Internet relativamente bassa e ai requisiti di elaborazione del computer, una conversazione tra due “teleumani” tridimensionali richiederebbe solo sei volte la larghezza di banda di una moderna videochiamata 2-D. Le sale per conferenze e quelle per le riunioni aziendali sono luoghi che potrebbero essere dotati di “Telepod” cilindrici per mostrare una presenza umana. La tecnologia potrebbe anche essere utilizzata per scopi d’intrattenimento, come negli spettacoli di musica da stadio, dove le star morte come Tupac Shakur possono fare apparizioni virtuali sul palco. Ci aspettiamo che questa sia una soluzione pratica, la nostra ricerca rispetto al mercato è sempre avanti di alcuni anni».
Roel Vertegaal e il suo team non sono soli nella corsa per creare umani virtuali in 3D. I ricercatori dell’University of Southern California, per oltre un decennio hanno lavorato per creare immagini 3D. Gli scienziati dell’Istituto di tecnologie creative della scuola nel 2009, hanno presentato un display per teleconferenza in 3D, come superficie di proiezione utilizza uno specchio a rotazione veloce.
Paul Debevec, professore di ricerca del gruppo University of Southern California (USC), ha affermato che il loro lavoro più avanzato sugli esseri umani virtuali 3D coinvolge una schiera di oltre 200 proiettori, proiettano l’immagine da dietro su uno schermo speciale.
Il sistema è stato utilizzato per creare un’immagine virtuale tridimensionale del cineasta documentale Morgan Spurlock apparso in una trasmissione televisiva; anche il New York Times ha usato i proiettori per registrare la testimonianza dei sopravvissuti dell’Olocausto per il suo documentario “116 Telecamere” del 2017.

Vantaggi e svantaggi
Paul Debevec ritiene che lo schermo della Queen’s University possa faticare a mostrare un’immagine 3D accurata agli spettatori che si trovano a diverse altezze, o che cambiano la loro altezza durante la visualizzazione del display, ha detto:
«Ecco perché progettiamo i nostri sistemi in modo che l’immagine della persona possa essere molto vicina alla superficie dello schermo e fornire comunque la gamma di visualizzazioni che dobbiamo proiettare. Purtroppo, questo non funziona per uno schermo riflettente cilindrico».
David Brady dirige Duke Imaging and Spectroscopy Program (DISP) presso l’University School of Engineering di Durham, nel North Carolina, ha detto:
«Vedo il sistema di visualizzazione di TeleHuman 2 come un progresso verso il genere di mondi virtuali tridimensionali visti negli spettacoli di fantascienza, anche se è limitato a una visione di una sola persona, è il migliore che abbiamo per il mondo 3D a colori immaginato in Holodeck di Star Trek».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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