La realtà virtuale testata come anestesia per far partorire una donna senza epidurale

Parto vero su una spiaggia in realtà virtuale
E’ ampiamente riconosciuto che il dolore provato dalle donne durante il parto è piuttosto forte, anche quelle che non hanno ancora avuto un figlio, potrebbero rabbrividire nel vedere al cinema e in televisione le donne urlare mentre partoriscono un bambino. Ecco perché i medici sono impegnati a cercare il modo per aiutare a gestire, se non evitare del tutto il dolore.
Il dott. Ralph Anderson ginecologo presso Orange Regional Medical Center di New York sta sperimentando la gestione del dolore con la realtà virtuale (VR), l’ha utilizzata con successo su Erin Martucci, la prima donna al mondo a partorire con l’ausilio di questo dispositivo.
Erin Martucci ha indossato il visore di realtà virtuale Samsung Gear VR preprogrammato con una scena che l’ha indotta a un’esperienza di meditazione guidata: invece di sopportare contrazioni sempre più dolorose nella sua stanza d’ospedale, è stata trasportata in una spiaggia rilassante, dove poteva sentire il suono della musica, del crepitio del fuoco nel caminetto, quello dello scrosciare dell’acqua di una cascata, il cinguettio degli uccelli. La voce del suo assistente, di tanto in tanto, la invitava a concentrarsi su particolari elementi dell’esperienza, così come il suo respiro, fino a sentirsi dire che era pronta a spingere. Erin Martucci intervistata da The Guardian ha detto:
«Ho sentito l’assistente dirmi: “Aspetta, cosa stai facendo?”. Pensavo di aver bisogno del visore per spingere, ero molto concentrata sulla realtà virtuale, non mi ero accorta del tempo trascorso, erano passate quasi due ore da quando avevo indossato il visore VR».
Il dott. Ralph Anderson, ha aggiunto:
«In una tipica sala parto tutte le mamme sono concentrate sul dolore, la realtà virtuale ci ha permesso di offrire alla paziente un’esperienza dove era costantemente distratta e guidata dalla tecnologia, un grande successo per tutte le persone coinvolte».

Realtà virtuale in sala parto alternativa all’epidurale
La maggior parte delle donne per il parto preferisce l’epidurale, una forma di anestesia che può aiutare a bloccare il dolore da travaglio. Il farmaco inibisce il passaggio di questi segnali, ma consente ancora il controllo delle funzioni del corpo, la forza muscolare non viene diminuita, per cui la partoriente mantiene in pieno la capacità di eseguire gli sforzi espulsivi, e il parto avviene con la piena partecipazione della futura mamma.
Il trattamento farmacologico tuttavia, procura alcuni effetti collaterali, come l’ipotensione temporanea (bassa pressione sanguigna), il rallentamento del battito cardiaco, e mal di schiena. Alcune complicazioni durante la somministrazione del farmaco potrebbero verificarsi anche dalla procedura, con l’accidentale perforazione della dura madre (membrana spessa e fibrosa che circonda e protegge il sistema nervoso nel suo insieme: midollo spinale, encefalo).
Gli esperti del Childrens Hospital Los Angeles General Clinical Research Center ha scoperto che l’esperienza “ha ridotto i livelli di dolore, angoscia generale, disagi, per questo manifestano il desiderio di utilizzare nuovamente la realtà virtuale durante le dolorose procedure mediche“.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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