La FAO: mangiare insetti per soddisfare la crescente esigenza alimentare mondiale

FAO: How do we fight global warming? Eat less cows, eat more bugs

A policy on eating insects is being formally considered by the UN Food and Agriculture Organisation (FAO). Using insects instead of beef and mutton not only meets food supply brought by high growth of global population, but also reduces greenhouse gas emissions.
According to the Guardian, the UN draft said that the raising of livestock such as cows, pigs and sheep occupies two-thirds of the world’s farmland and generates 20 percent of all greenhouse gases driving global warming.
Professor Arnold van Huis, an entomologist at Wageningen University in Belgium and the author of the draft, said eating insects has advantages. “There is a meat crisis,”he said. “The world population will grow from six billion now to nine billion by 2050 and we know people are consuming more meat.”
Van Huis is an enthusiast for eating insects but given his role as a consultant to the FAO, said:
"Most of the world already eats insects," he points out. "It is only in the western world that we don’t. Psychologically we have a problem with it. I don’t know why, as we eat shrimps, which are very comparable."
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La FAO: mangiare insetti per soddisfare la crescente esigenza alimentare mondiale

Le Nazioni Unite per risolvere il problema della fame nel mondo pensano a cibi alternativi, gli insetti possono sostituire il consumo di carne.
L’allevamento del bestiame, come mucche, maiali e pecore occupano i due terzi delle terre agricole del mondo e genera il 20% di tutti i gas a effetto serra responsabili del riscaldamento globale.
Un documento politico improntato sulla necessità di consumare insetti al posto della carne è stato formalmente preso in considerazione dalla FAO (Food and Agriculture Organisation) delle Nazioni Unite, dopo aver organizzato una riunione in Thailandia nel 2008. E’ probabile un nuovo congresso mondiale nel 2013.
Il professor Arnold van Huis, entomologo dell’Università di Wageningen nei Paesi Bassi, autore dello studio per le Nazioni Unite, spiega:
"Mangiare insetti ha dei vantaggi. La tendenza nel mondo è un maggior consumo di carne ma stiamo andando incontro a una crisi per soddisfare la richiesta perché la popolazione mondiale aumenterà da sei miliardi di oggi a nove miliardi nel 2050. Vent’anni fa il consumo medio di carne era di 20 kg, ora è di 50 kg, nei prossimi venti anni arriverà a 80 kg. Se continuiamo così, avremo bisogno di un’altra Terra per allevare il bestiame".
Huis Van
appassionato di cibi a base d’insetti, consulente della FAO, sottolinea:
"La maggior parte del mondo mangia insetti, il vantaggio di questa dieta è l’apporto di alti livelli di proteine, vitamine e minerali. Solo in occidente non li mangiano, evidentemente è solo un problema psicologico visto che mangiano gamberetti che sono molto simili agli insetti".
Le ultime ricerche di Van Huis e del suo collega Dennis Oonincx, hanno dimostrato che un allevamento di bestiame alimentato con insetti come le cavallette, grilli e vermi, emette dieci volte meno metano del bestiame. Gli insetti producono trecento volte meno ossido di azoto e molto meno ammoniaca, una sostanza inquinante prodotta da suini e pollame.
Huis Van aggiunge:
"Gli insetti sono molto efficienti, trasformano gli elementi vegetali in proteine (a differenza di quelle della carne) a basso rischio per la salute umana.
Riconosco che in occidente mangiare insetti è dura. E’ molto importante come si preparano, bisogna farlo molto bene per superare il fattore Yuk. (Yuk, espressione utilizzata per definire tutto ciò che è innaturale o disgustoso).
Nell’ottanta per cento delle nazioni, più di mille specie d’insetti sono note per essere mangiate. Gli insetti sono molto popolari ai tropici, dove raggiungono grandi dimensioni e sono facili da raccogliere.
Stiamo studiando il modo di macinare la carne in una sorta di polpetta per renderla più riconoscibile per i palati occidentali". 

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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