La decodifica del linguaggio del corpo tra François Hollande e Angela Merkel (video)

Peter Collett, autore del libro The Book of Tells, è un esperto del linguaggio del corpo, non si è lasciato sfuggire il primo incontro tra Angela Merkel e François Hollande. Ecco cosa ha scritto.

I saluti tra Capi di Stato, spesso sono brevi ma possono rivelare indizi sugli obiettivi che vogliono raggiungere.
La Merkel, quando è arrivato Hollande (a proposito, durante il volo, l’aereo del Presidente francese è stato colpito da un fulmine), in una situazione comica (vedi video), l’ha salutato con  una stretta di mano formale, senza baci imbarazzanti che di solito scambiava con  Sarkozy. E’ senza dubbio un trattamento che Hollande, riceverà la prossima volta.

Le informazioni circolate nei giorni precedenti all’incontro, hanno detto che alla prima occasione i due leader erano desiderosi di impegnarsi reciprocamente. Ciò è stato evidente dal linguaggio del corpo di Hollande, in particolare, il modo coinvolgente di piegare la testa verso di lei mentre afferrava il suo gomito durante la stretta di mano.
La presa del gomito sembra un innocente gesto d’affetto, ma il vero scopo è quello di controllare fisicamente e psicologicamente l’altra persona. A lungo termine può essere visto come un desiderio di Hollande di attirare la Merkel nella sua direzione, verso la crescita, piuttosto che l’austerità.
Interessante anche la lettura delle espressioni facciali dei due leader. A differenza di Sarkozy – in ogni incontro con la Merkel, spesso si calava nella versione pantomimo delle emozioni entusiastiche -, l’espressione all’inglese di Holland, con sorrisi trattenuti, era quella di una persona in uno stato di costrizione.
L’atteggiamento della Merkel è stato prudente, il suo sorriso ugualmente trattenuto.
Il definitiva, il linguaggio del corpo dei due leader ha mostrato caratteristiche riscontrabili nel mondo degli affari.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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