La Corea del Nord va alle urne, ha un solo candidato da scegliere

Il 9 marzo 2014, i nordcoreani saranno chiamati a un’elezione generale. Perché la Corea del Nord ha un solo candidato? I suoi cittadini che cosa capiscono di democrazia?
Kim Jong-un, il giovane leader della Corea del Nord alla fine di questa settimana è candidato alle elezioni presidenziali. Il suo collegio elettorale è il monte Paektu, la montagna sacra sul confine cinese, dove secondo la leggenda è nato il padre.
Gli elettori non avranno alcuna scelta, il nome di Kim sarà l’unico sulla scheda elettorale. Tutte le schede di voto in tutta la Corea del Nord porterà un solo un nome quello del candidato Kim Jong-un appoggiato dal Partito dei Lavoratori.
E’ possibile votare “no”, bisogna avere solo il coraggio di arrivare a piedi in una speciale cabina elettorale e segnare con una croce il nome dell’unico candidato ri0portato sulla scheda.
Mina Yoon ha venti anni, è fuggita dalla Corea del Nord nel 2010, collabora con Nknews, ha detto:
«Le elezioni sono un momento in cui tutti controllano gli  atti di sfida. Le conseguenze vanno dalla gogna politica (marchiati come nemici del paese), alla limitazione personale. C’è sempre la possibilità del campo di lavoro».
Jihoon Park un disertore ha detto:
«Il giorno delle elezioni per i nordcoreani non è il momento per esprimere le proprie opinioni. La Corea del Nord non insegna agli studenti l’importanza delle elezioni. Le persone non hanno idea di avere un diritto di voto. Invece, è un’altra occasione per spingere il popolo all’educazione patriottica».
Mina Yoon ha aggiunto:
«Il governo riunisce le persone in piazza per far gridare slogan come “Andiamo a cacciare fuori l’esercito degli Stati Uniti dalla Corea del Sud“. Gli elettori che si ammassano alle urne spesso sono costretti a andare a votare dal capo del loro inminban (comitato di quartiere). Un inminban tipico consiste di 25-50 famiglie che vivono in un quartiere o fanno parte di un vicinato. Ad esempio, un inminban potrebbe raccogliere tutte le famiglie che condividono una scala in un grande edificio. Ogni inminban è diretto da un funzionario, di solito una donna di mezza età, conosciuta come inminbanjang (capo unità del popolo). Normalmente per il suo lavoro riceve dallo Stato un piccolo stipendio, così come le razioni supplementari di cibo.
Il sistema inminban formalmente non è parte dell’apparato di sicurezza nord-coreano, ma lo supporta. Tutti i membri d’inminban sono responsabili per il monitoraggio di attività criminali o disobbedienza politica. L’inminbanjang incontra regolarmente le autorità del partito per segnalare comportamenti scorretti.
Gli elettori trovano poster che li esortano a “votare” per l’unico candidato, con l’obbligo di fare un profondo inchino ai ritratti della famiglia di Kim Jong-un.
La Corea del Nord anche se il Partito dei Lavoratori è spesso descritto come il potere dominante, in realtà ha altri tre gruppi politici nella sua legislatura, uniti a formare un “Fronte Democratico per la Riunificazione della Patria.
Le elezioni servono anche come un censimento in un paese dove molti sono fuggiti in Cina. Il governo controlla l’elenco degli elettori, se il tuo nome non è sulla lista, andranno a indagare. Spesso è durante le “elezioni” che il governo scopre i disertori e le persone scomparse.
Dopo il crollo del sistema di distribuzione degli alimenti durante la carestia del 1990, i vecchi modi di tenere traccia di cittadini non funzionano più. I comitati di quartiere utilizzati per tenere d’occhio le persone, non hanno modo di controllarli perché i nordcoreani ora possono muoversi liberamente in tutto il paese.
I nordcoreani per votare devono registrarsi con un mese di anticipo. Coloro che hanno lasciato la città per motivi di lavoro probabilmente ritornano per le elezioni mentre le persone scappate in Cina hanno paura di tornare in Corea del Nord, rischiano la vita, potrebbero arrecare danno alla propria famiglia o le persone care nel caso il governo accerti che non si era andati fuori per lavoro. Coloro che sono abituati alla vita in Cina, che è migliore di quella in Nord Corea, tendono a fuggire di nuovo».
Kim Jong-un spera di emulare l’impresa del padre nelle elezioni del 2009, tutti i candidati che si presentarono alle elezioni in Corea del Nord erano membri dei tre partiti che compongono il Fronte Democratico per la Riunificazione della Patria. Un unico candidato, approvato dalla leadership nord-coreana, era presente in ciascuno dei 687 distretti, garantendo così una vittoria piena da parte del Fronte Democratico per la Riunificazione della Patria, a prescindere dalla percentuale dei votanti.
Il padre Kim Jong- il, de facto leader della Corea del Nord e il presidente della Commissione nazionale di difesa, unico candidato corse per l’elezione elettorale nel distretto 333 dove prese tutti i voti. L’agenzia di stampa Korean News –  Kcna per dare una parvenza di credibilità aveva scritto: «Questa è l’espressione di tutte le forze, il sostegno assoluto delle persone che hanno profonda fiducia in Kim Jong-il».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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