La cattiva postura non è uno dei tre motivi per cui hai il torcicollo

Se soffri di dolore al collo, non sei il solo. Il dolore alla colonna vertebrale è una delle principali cause di disabilità a livello mondiale, la sua insorgenza è aumentata in modo rilevante negli ultimi 25 anni.
Si dice spesso che ci siano “posture buone e cattive” e che specifiche posture possano contribuire al dolore alla colonna vertebrale ma questa convinzione non è supportata da prove scientifiche.
La ricerca mostra che nonostante i tentativi da parte degli operatori sanitari di correggere la nostra postura con il miglior utilizzo di sedie “ergonomiche”, scrivanie, tastiere, in effetti, i cosiddetti “fattori di stile di vita”, come dormire abbastanza, fare esercizio e mantenere lo stress al minimo, sembrano essere un metodo più salutare per alleviare e prevenire il dolore al collo.

Il mito della postura
La scienza anche se le convinzioni sulla postura sono profonde, sta raccontando una storia clinica molto diversa: c’è una forte sfida al ruolo della postura da qualche tempo assunta come causa del dolore al collo. Il recente studio di alta qualità, di più di 1.000 adolescenti, ad esempio, non ha evidenziato alcuna relazione statisticamente significativa tra la postura spinale e il dolore al collo – nonostante lo studio abbia incluso sottogruppi posturali facilmente identificabili, come quelli che si sono seduti sdraiati o quelli che si sono seduti dritti.
La gente si siede in posizioni che variano da persona a persona, ma sembra che ciò non sia collegato con il dolore; di fatto, da questo studio risulta che la “postura” dell’adolescente ha più a che fare con il proprio umore.
Le ricerche hanno dimostrato che modificare il modo in cui ci si siede mentre si lavora – cambiando la postazione di lavoro – i cosiddetti “interventi ergonomici”, non ha alcun impatto sul fatto che una persona possa sviluppare un dolore al collo. Inoltre, ci sono poche prove che gli interventi ergonomici possono portare a un più rapido recupero per qualcuno con dolore al collo.
I ricercatori in vari studi, insieme a gruppi di persone prive di dolore al collo, hanno seguito quelli che provano dolore occasionale al collo solo per alcuni periodi. Le persone che in questi gruppi hanno sviluppato un fastidioso dolore al collo sono state attentamente osservate.
È emerso che coloro che soffrono di dolori al collo hanno una qualità e una quantità di sonno inferiore e sono impegnati in lavori con forti pressioni. Erano anche meno attivi fisicamente e avevano un umore depresso. I loro corpi essenzialmente subiscono maggiore stress e “tensione muscolare” al collo.
I ricercatori hanno scoperto che, anche tra i bambini di appena nove anni, monitorati per quattro anni, i sintomi come stanchezza e difficoltà di sonno – insieme a mal di testa, dolore addominale e basso umore -, erano fattori di rischio sia per l’insorgenza, sia per la persistenza del dolore al collo.

Allenarsi, dormire e rilassarsi
Lo studio ha evidenziato che allenarsi – anche semplicemente facendo un maggior numero di passi il giorno -, non privarsi del sonno, fare più attività fisica, aiuta a gestire e prevenire il dolore al collo in modo più efficace.
I ricercatori in conclusione hanno detto:
«Alla vostra scrivania sedetevi come volete. Se restate seduti per lunghi periodi in una posizione, fate uno sforzo per cambiarla, una delle condizioni fondamentali per evitare dolori al collo è modificare spesso posizione durante il giorno. Se avete dolori al collo, per qualche giorno andate a letto, più presto, considerate anche la possibilità di fare qualcosa di rilassante, per esempio una passeggiata all’ora di pranzo.
È importante sottolineare che devi anche smettere di preoccuparti di come ti siedi o cammini, perché la scienza sembra dimostrare che dopo di tutto potrebbe non esserci una “cattiva” postura».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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