Allison Tate: invito a tutte le mamme del mondo, pubblicate la vostra foto

Allison Tate, trentotto anni, madre di quattro figli, giornalista freelance, nel suo sito ha scritto: “Credo che ognuno di noi abbia una storia, con tanto di straordinario nell’ordinario. Questa è una delle mie storie”.

Allison Tate, in questa sua storia ha commosso migliaia di mamme in tutto il mondo, racconta perché ha deciso di pubblicare la sua foto con i suoi figli.
«Recentemente, con la mia famiglia, siamo andati alla festa del mio dolce nipote di sei anni. Mio fratello, mia sorella e i loro suoceri, avevano programmato la festa da molti mesi, comprendeva una grande sorpresa, un Photo Booth (simile a questo in video).

Mi sono presentata alla festa in leggero ritardo, ho perso tempo per vestirmi per una serata speciale. Dopo l’ultima gravidanza, sto ancora portando un bel po’ di peso, indosso un reggiseno per l’allattamento, non entro nei miei vestiti carini. Mi sentivo goffa, stanca e disfatta. Ero appoggiata con la schiena dolorante alla spalliera della sedia, con il mio piccolo di cinque mesi addormentato sul mio petto. Il mio bambino di cinque anni, è corso da me per dirmi: “Mamma, facciamo la foto insieme“.
Ho esitato ad andare al Photo Booth (ecco come funziona con windows 7 e una webcam). In questi giorni evito testimonianze fotografiche della mia esistenza. Per essere onesti, evito anche gli specchi. Quando mi vedo in foto, mi fa trasalire. So che non sono la sola, anche alcune mie amiche evitano le foto, siamo donne con i corpi di mamme ma non siamo giovani com’eravamo: non sempre abbiamo il tempo di asciugare i capelli, applicare il make-up. I nostri bambini sono più carini, per questo pensiamo che sia meglio prendere solo le loro immagini.
Molte mamme hanno davvero bisogno di uno sforzo per fare una foto. Ho capito che è un atteggiamento sbagliato, i nostri figli, un giorno vorrà vedere com’erano giovani, belle e umane le loro mamme. Le nostre figlie hanno bisogno di vederci vulnerabili e naturali, donne e mamme, persone che vivono la vita. Evitare la macchina fotografica perché non ci piace vedere le nostre immagini? Come si può essere d’accordo?
La vita di una mamma va documentata per i loro figli, quando sono piccoli non possono sapere tutto quello che la loro mamma ha fatto per loro. Un giorno, quando saranno grandi, voglio che mi vedano proprio seduta lì accanto a loro: io, la donna che li ha messi al mondo, la donna che li ha allattati per i primi anni della loro vita, che ha pianto quando li ha lasciati la prima volta alla scuola materna, la mamma che leggeva le storie per la buona notte.
Io sono ovunque nelle loro giovani vite, eppure ho pochissime foto insieme con loro. Un giorno io non sarò qui, non so se accadrà domani, oppure fra trenta, quaranta o cinquanta anni, per questo voglio fare una foto con loro. Voglio che vedano come li osservavo, quanto li amavo. Io non sono perfetta da guardare, non sono perfetta da amare, ma sono perfettamente la loro madre.
Io quando guardo le foto di mia madre, non vedo la sua cellulite o i capelli in ordine. Vedo i suoi occhi gentili, la sua bocca socchiusa, il suo sorriso gioioso, i suoi vestiti familiari. E’ la madre che ricordo. Il corpo di mia madre è la nave che trasporta tutti i ricordi della mia infanzia. Ho sempre apprezzato la sua morbida pancia, la sua pelle lentigginosa, le dita lunghe. Non m’importava che lei non aveva l’aspetto di una modella. Lei era la mia mamma.
Io non devo farlo per me stessa, voglio farlo per i miei figli. Voglio essere nella foto con loro, per lasciargli la mia memoria visiva: ero qui con il mio corpo che li avvolgeva in un abbraccio d’amore.
Conserverò la pagina che ho stampato con le quattro foto con le parole “Dolce festa“, scarabocchiato con la data nella parte superiore.

In queste foto ci sono io, con i capelli spettinati, il make-up minimale, il viso più pieno di quanto vorrei. La mia mano che tiene la testa del bambino più piccolo che dorme, mentre al mio fianco abbraccio il più grandicello, dolce bambino: lo bacio, sorrido mentre lui fa una smorfia. Ora sono io a farla mentre con la mano copro i suoi occhi, tanto adesso non gli importa niente di vedere il mio aspetto».

Mama In The Picture
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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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