Intervista a Toru Mizukawa, un uomo di 89 anni, uno dei pochi piloti "kamikaze" sopravvissuti alla guerra del Pacifico

«Voi siete il tesoro della nazione; con lo stesso spirito eroico dei kamikaze, battetevi per il benessere del Giappone e per la pace nel mondo».
(Dalla lettera scritta dall’ammiraglio Takijiro Onishi, principale fautore dei kamikaze, e indirizzata ai giovani giapponesi, prima di suicidarsi il 15 agosto 1945).


Toru Mizukawa, e suoi compagni di classe a Ritsumeikan, appena la situazione del Giappone è diventata disperata, sono stati reclutati nelle forze armate imperiali.
Mizukawa divenne membro del gruppo Air Naval Himeji, un’unità pronta ad inviare 63 piloti per missioni senza ritorno per compiere un “attacco speciale” pianificato tra il 6 aprile e il 4 maggio 1945 (durante la battaglia di Okinawa).
Mizukawa e gli altri piloti sapevano che il Giappone non stava vincendo la guerra, ma erano pronti a morire per il loro paese. Lui si svegliava ogni giorno, chiedendosi se il suo nome sarebbe stato inserito per partecipare alla missione suicida successiva.
Fortunatamente per Mizukawa, quel giorno non è mai arrivato. Lo squadrone aveva i piloti, ma era a corto d’aeri.
Mizukawa, ogni anno visita le tombe dei suoi compagni, anche se non ha fatto nulla di male, ha detto di sentirsi in colpa per essere sopravvissuto.

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Pino Silvestri

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