In coda per avere il tattoo di Cannavaro

Da Camoranesi a Totti, passando per Cannavaro, Materazzi e Del Piero, fino a Zambrotta, Gattuso e Pirlo: gli azzurri, tatuatissimi campioni del mondiale 2006, hanno fatto tendenza anche nello stile e i tifosi sono corsi a incidersi sulla pelle immagini e simboli. Carte geografiche della Germania, frecce, dadi e bandiere, rigorosamente in tricolore. Ma anche scritte in caratteri gotici e date in numeri romani, gladiatori e pellerossa, sulla scia dei giocatori più amati.
La passione per i tatuaggi ha contagiato soprattutto gli uomini tra i venti e i quarant’anni, che li prediligono su spalle e braccia, salvo generose concessioni a schiena e collo. Tra i fan del tattoo «mondiale» si conta anche qualche ragazza, che però preferisce disegni più piccoli e discreti, come i «tribali» tricolori su piedi e caviglie. Il fenomeno è trasversale a tutta la penisola, anche se con qualche differenza. A Milano va il premio per l’originalità. «I ragazzi di una squadra di calcio mi hanno chiesto di tatuargli palloni da football e scarpe coi tacchetti in bianco, rosso e verde», racconta Gian Maurizio Fercioni, che dal 1974 gestisce il «Tattoo studio» di Brera.
«Addirittura la mattina della finale un tifoso ha voluto a tutti i costi che gli tatuassi un gallo impiccato – aggiunge -. Si tratta di un vecchio disegno ironico dei marinai, una sorta di portafortuna, ma il gallo è anche un simbolo della Francia. La notte poi ha chiamato per dirmi che aveva funzionato» A Roma, invece, dai tempi dello scudetto impazza il gladiatore di Francesco Totti. Ma non solo. Lunedì mattina Marco Manzo, noto tatuatore della Capitale, ha ricevuto oltre cento richieste di tatuaggi per festeggiare la coppa. Ultima in ordine di tempo il simbolo dei mondiali di Germania 2006 reinterpretato in bianco, rosso e verde, che si aggiunge a un’infinita variazione sul tema tricolore. A Torino il fenomeno tattoo è un po’ meno diffuso, ma non mancano gli studi in cui l’aumento dei clienti è stato notevole.
«Nemmeno per le Olimpiadi invernali ho ricevuto tante richieste», commenta con soddisfazione Claudio Ciliberti, del Tribal Tatto, mentre Giovanni Borello, proprietario del «Tattoo store Gianni Art», elenca i desideri espressi dai suoi clienti: «Cinque ragazzi mi hanno chiesto di tatuare in numeri romani la data 2006, mentre un uomo ha voluto sulla schiena la scritta “Sono fiero di essere italiano” sotto un’enorme bandiera dell’Italia». Meno patriottici i napoletani, che a coppe, scudetti e tricolori preferiscono senz’altro i simboli sfoggiati dai loro idoli. «Piacciono soprattutto le scritte gotiche di Cannavaro – spiega Massimo Rinaldis di Tattoo Store -.
E i numeri romani di Materazzi. Qualcuno porta persino la foto, ma la maggioranza tende a nascondere di essersi ispirata a un giocatore». Insomma ce n’è per tutti i gusti. E tattoo artist più esperti avvertono: «Siamo solo all’inizio…».
Fonte: La Stampa

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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8 thoughts on “In coda per avere il tattoo di Cannavaro

  1. Io credo che la cosa importante ,sia quella dei tifosi e non tifosi,di essere felici,ciao caro amico mio e un buon marted.

    🙂

    L’ESPLORATOREì

  2. Mah…..io amo i tatuaggi ma farlo xchè va di moda oppure xchè li hanno i calciatori che hanno vinto i mondiali è da pecoroni….è un disegno che resta x tutta la vita quindi se una persona lo fa deve essere convinta al 100% e deve valutare bene cosa si farà tatuare

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