Il telelavoro può aumentare lo stress e ridurre il benessere

Il telelavoro sta diventando più popolare che mai, secondo uno studio pubblicato da IWG fornitore svizzero per uffici, il 70% dei professionisti lavora a distanza almeno un giorno la settimana, mentre il 53% lavora a distanza per almeno metà settimana.
Lo studio di Stephanie Russell docente principale, gestione delle risorse umane presso l’Anglia Ruskin University, sul telelavoro, riporta che alcune multinazionali hanno tutto il loro personale che lavora a distanza, senza alcuna presenza in ufficio, il che può portare ad avere dipendenti sparsi in tutto il mondo.
Le nuove tecnologie rendono tutto ciò possibile, però se da un lato ci sono certamente dei benefici, dall’altro ci sono anche una serie d’insidie. Il telelavoro poiché per molti è diventato la normalità, è importante che le aziende si adattino e mettano in atto le politiche giuste per garantire che i loro dipendenti si sentano parte integrante del team, evitando il loro stress psicologico.
Il 70% dei Millenials (persone nate tra il 1980 e il 1995, la prima generazione della storia a essere completamente digitalizzata e ad avere raggiunto l’età adulta nel nuovo millennio), avrebbero maggiori probabilità di scegliere un datore di lavoro che offra lavoro a distanza con importanti benefici. I dipendenti apprezzano la flessibilità che offre, soprattutto se ha impegni per l’assistenza all’infanzia e anche la possibilità di evitare più ore in ufficio e distrazioni che rallentano la produttività; di contro, crescono anche la preoccupazione che la salute mentale e il benessere delle persone possano essere compromesse quando lavorano a distanza.
Le aziende nel Regno Unito ogni anno perdono 100 milioni di sterline a causa dello stress, della depressione e dell’ansia sul posto di lavoro. Le ricerche dimostrano che essere “sempre attivi” e accessibili dalla tecnologia mentre si lavora a distanza porta a confondere i confini tra lavoro e non lavoro, in particolare se si lavora da casa.
Il rapporto delle Nazioni Unite del 2017 ha rilevato che il 41% dei lavoratori a distanza ha riportato livelli di stress elevati, rispetto ad appena il 25% del personale impiegato in sede.

Lontano dagli occhi lontano dal cuore
Una delle ragioni di questo problema potrebbe essere la mentalità riferita al detto “Lontano dagli occhi lontano dal cuore” che è comune nei confronti dei lavoratori che svolgono il telelavoro, lontani dalla sede, li porta alla mancanza di fiducia, ai sentimenti di essere un estraneo e alla tendenza di pensare che i loro colleghi stiano parlando negativamente di loro dietro le loro spalle.
La tendenza in un ambiente di telelavoro è di concentrarsi troppo sulle attività e poco sulle relazioni, i lavoratori a distanza possono sentirsi trattati come un ingranaggio in una macchina, piuttosto che parte essenziale del team. Ciò può peggiorare il senso d’isolamento che naturalmente deriva dal lavoro a distanza e può contribuire a creare stress.

Buon stress, cattivo stress
Stephanie Russell in conclusione ha scritto che per la sua ricerca ha intervistato colleghi universitari e studenti che svolgono il telelavoro, ha parlato d’isolamento, solitudine, incapacità di “distaccarsi” e mancanza di sostegno sociale. La gestione del telelavoro è una delle questioni più rilevanti sollevate. È emerso che la mancanza di feedback da parte dei dirigenti e dei colleghi più anziani non ha fornito loro alcun parametro per valutare i progressi, ciò ha portato a un aumento dei sentimenti di ansia per non essere “conformi agli standard”.
È stato evidenziato che quando si tratta di lavorare, ci sono due tipi di stress: quello buono e quello cattivo. La legge Yerkes-Dodson (redatta dagli psicologi Robert Yerkes e John Dodson) sottolinea che lo stress può essere produttivo fino ad un certo punto e poi si traduce in una riduzione della produttività; non essere in grado di segnalare lo stress (o essere a disagio nel farlo), è dannoso perché nel tempo la pressione supererà la capacità di gestione dell’individuo.
Lo studio recente, al contrario ha scoperto che i colleghi che passano solo 15 minuti a socializzare e condividere i propri sentimenti di stress hanno avuto un aumento del 20% delle prestazioni.
Il giusto tipo di comunicazione è la chiave per superare le prove e le tribolazioni del telelavoro. I datori di lavoro per costruire i rapporti devono mettere in atto le strutture giuste, come le videochiamate programmate e i regolari incontri di lavoro di gruppo. I responsabili devono dare l’esempio e creare una cultura in cui chi per il telelavoro è fuori dall’ufficio si senta apprezzato.
Tutti devono pensare a cosa li rende produttivi, felici e di successo nella vita quotidiana e cercare di replicarlo in un ambiente a distanza, che si tratti di fare una passeggiata all’ora di pranzo, andare in palestra, chiamare un amico o leggere il libro preferito.
Il futuro del lavoro indirizzato verso il telelavoro, non è possibile evitarlo. Dovremmo invece implementare un modo di gestione dello stress associato, beneficiando allo stesso tempo dei vantaggi.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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