Il Presidente Obama ha dichiarato guerra alla Chiesa cattolica?

Il Presidente Obama ha dichiarato guerra alla religione. Questo è l’ultimo attacco progettato per far sembrare il Presidente un infedele.
Gli oppositori del Presidente negli ultimi quattro anni,  lo hanno bollato come:
– liberale cristiano;
– seguace della teologia della liberazione;
– musulmano;
– anti-cristiano bigotto, determinato a distruggere le chiese e la libertà di religione.
La “guerra alla religione”  sottilmente, s’intreccia nella maggior parte dei casi con un costo implicito di anti-cattolicesimo. L’amministrazione Obama ha ricevuto una risposta rabbiosa dalla gerarchia della Chiesa cattolica romana, quando ha insistito sul fatto che le istituzioni religiose impegnate a livello pubblico con propri dipendenti di ogni fede religiosa, devono includere la copertura economica per il controllo delle nascite per coloro che lo desiderano.
I prelati ed esperti religiosi, dai loro pulpiti hanno esortato i fedeli a combattere il Governo, reo di aver lanciato una guerra contro la Chiesa.
I cattolici americani sono molto sensibili all’anti-cattolicesimo. Nel diciannovesimo secolo, la maggioranza protestante ha discriminato i cattolici in modi spesso sensazionali, vili o violenti. Non è, tuttavia, una posizione bigotta, sottolineare che il diciannovesimo secolo è passato e, dal  1960, il cattolicesimo è diventato il riferimento principale in ogni aspetto della vita americana: i cattolici costituiscono la maggioranza della Corte Suprema, possono vantare un imponente numero di seggi al Congresso, un gran numero di cattolici insegnano nei college e prestigiose università, senza distinzioni tra quelle religiose o laiche.
I mezzi di comunicazione sono in mano ad autori, professori, artisti, registi, analisti ed esperti a cui capita spesso di essere anche cattolici.
In America, nel ventunesimo secolo, per essere cattolico bisogna far parte di una delle comunità di immigrati di maggior successo nella storia religiosa della nostra nazione.
Piangere persecuzione quando un gruppo raggiunge l’apice e influenza la cultura è disdicevole e forse in malafede.
I cattolici non sono un gruppo di minoranza, non sono i perseguitati del diciannovesimo secolo. La Chiesa cattolica non è certo oppressa da una massiccia forza sociale, economica e politica. I cattolici con la loro “ricchezza”, rappresentano un bene comune di tutti gli americani.
L’amministrazione Obama, astutamente ha svelato le sue intenzioni regolamentari, così tutti sanno che oggi in America si vive in una società pluralistica dove il pluralismo religioso pone alcuni gravi atteggiamenti di censura della Chiesa cattolica, che vuole essere esentata dal fornire l’accesso al controllo delle nascite alle sue dipendenti organizzazioni impegnate in servizi pubblici. Interrogativi che vanno al cuore di ciò che significa essere un fedele credente e un buon cittadino.
In America milioni di persone di ogni credo religioso pagano le tasse governative anche se moralmente non le sentono vicine.  I quaccheri e i mennoniti devono pagare le tasse per i militari, in situazioni di guerra anche se rifiutano di indossare la divisa e combattere, svolgono compiti ausiliari nelle retrovie.
Ebrei e musulmani pagano le tasse per sostenere le sovvenzioni per gli agricoltori, gli allevatori di maiale, i pescatori di gamberi.
I Protestanti si ritrovano a fornire fondi pubblici per i gruppi religiosi che si convertono ad altre religioni allontanandosi dalle chiese liberali e protestanti.
Le tasse pagate dai scienziati cristiani sono destinata al Servizio sanitario statale e Istituti Nazionali della Salute.
I fondamentalisti sostengono i programmi di prestito per studenti, futuri ministri alla Harvard Divinity School. Gli atei finanziano i cappellani militari.
I cristiani ed ebrei della LGBT (è la sigla che accoglie lesbiche, gay, bisessuali e transessuali), pagano gli stipendi ai giudici che impediscono la loro volontà di sposarsi.
E’ questo il governo che calpesta le libertà religiose di tutte queste persone? No. Tutti questi gruppi praticano la loro fede con gli impegni etici senza accusare gli altri di bigottismo.
I cattolici potrebbero pensare di essere entrati nell’occhio del ciclone per la loro riccezza economica, ciò è qualcosa che li offende. Non solo, non vogliono essere considerati speciali, vogliono essere trattati meno di tutti gli altri.
Tutti noi paghiamo per cose che ci piacciono e per cose che non ci piacciono. In qualche modo, ognuno è risentito per qualcosa. In una società diversificata e complicata, l’etica della coscienza americana spesso si piega come una canna.
Il ragionamento di molti americani è che il Governo non è una chiesa. Il Governo tenta di rappresentare gli interessi e il benessere di tutto il popolo, sostiene la difesa militare, la ricerca scientifica, agli agricoltori, l’assistenza ai prigionieri, ai poveri, la cura per gli anziani, sostiene gli studenti, ai soldati affianca il supporto di qualcuno con cui parlare o pregare sul campo di battaglia.
E sì, una parte del bene pubblico tra tutto quello è elargito, ora deve essere destinato alle donne per poter scegliere se e quando avere figli. I fondi governativi grazie ai soldi delle tasse, senza test teologici, sono disponibili per tutti gli americani a prescindere dai quaccheri, mennoniti, ebrei, musulmani, metodisti e luterani, episcopali, Scienza cristiana, Battisti del sud, atei e anche cattolici romani. Tutti devono partecipare. E tutti anche tra le tensioni, lavorare in modo creativo, fedele, e teologicamente ricco. Infatti, le tensioni sono la fonte di vitalità religiosa americana.
E’ facile accusare il Governo di violare la libertà religiosa. Ma cosa deve fare esattamente un Governo laico come quello di Obama? Ha istituito l’Ufficio governativo di etica teologica per determinare, caso per caso, le tasse da far pagare per determinati programmi. Ha sviluppato una strategia per le esenzioni, ha individuato quali istituzioni devono svolgere servizi per la popolazione senza entrare in conflitti tra morale e religione.
I grandi gruppi religiosi come quello cattolico, perché vogliono convincere il governo a placare le loro nausee etiche? Oppure, dovremmo annullare del tutto il Governo laico per diventare una teocrazia? In caso di servizi pubblici destinarli su base percentuale  all’appartenenza religiosa dei contribuenti?
Forse tutti i gruppi religiosi dovrebbero diventare sette e fornire servizi solo per chi condivide le loro opinioni teologiche?
In una nazione selvaggiamente diversa come quella americana, forse è il caso di proseguire a lavorare sulle inquiete tensioni, in continua evoluzione della libertà religiosa, per arrivare alla separazione tra Chiesa e Stato.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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