Il futuro della scienza? arrivare ad inserire nel cervello circuiti integrati per curare le malattie

Fantascienza immaginare un circuito integrato, inserito strategicamente nel cervello, per impedire attacchi epilettici o permettere a qualcuno che ha perso un arto di controllare un braccio artificiale solo con il pensiero? Sembra di no, i ricercatori dell’Università della Florida stanno sviluppando i dispositivi destinati ad interpretare i segnali nel cervello e stimolare i neuroni, per effettuare correttamente le operazioni che nel giro di qualche anno, abiliteranno un piccolo computer a "riparare" le malattie e persino permettere ad una persona paralizzata di controllare con il suo pensiero un dispositivo protesico.
L’Istituto della Salute, ha finanziato con 2.5 milioni di dollari il progetto affidato ad un gruppo di ricerca dell’Università della Florida, specializzato in medicina e ingegneria in collaborazione con l’Istituto del cervello di McKnight, per mettere a punto un circuito integrato “neuroprotesico" destinato ad essere impiantato nel cervello.
I ricercatori attualmente stanno studiando l’applicazione nei ratti, contano di applicarla nell’uomo nel giro di quattro anni. L’obiettivo iniziale è quello di curare la paralisi o l’epilessia.
Justin Sanchez, professore di pediatria neurologica, neuroscienze e ingegneria biomedica, responsabile direttore del gruppo di ricerca, spiega:
"Nel corso degli anni, in campo medico, la ricerca ha utilizzato l’elettroencefalografia (EEC), per misurare l’attività del cervello per mezzo di un copricapo d’elettrodi, poggiato sul cuoio capelluto. La tecnologia non è mai stata abbastanza sensibile da fornire alla medicina la decodifica precisa dei segnali del cervello. Ora vogliamo mettere a fuoco i segnali, innestando elettrodi finissimi come capelli, direttamente nel tessuto del cervello. La tecnica tramite interfaccia cervello-macchina, sviluppata dal gruppo dell’Università d’ingegneria, permetterà di interpretare al meglio i segnali e trasmettere via wireless gli ordini ai dispositivi".
In conclusione – ha detto Justin Sanchez -, "Stiamo progettando l’elettronica per connettere i sistemi biologici per contribuire ad aiutare la gente. Il giorno in cui i pazienti potranno controllare con il pensiero una mano o un arto protesico, non è troppo lontano, è quasi realtà".
Liberamente tradotto da University of Florida News

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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3 thoughts on “Il futuro della scienza? arrivare ad inserire nel cervello circuiti integrati per curare le malattie

  1. ci spero tanto anchio

    i farmaci funzionano bene se li indovini,,,,,,

    ma danno effetti collaterali pesanti….

    chissà

    è un’ottima notizia pat

    bacini

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