Il calvario del cactus

Esce oggi il nuovo libro di Peter Gomez e Marco Travaglio, “Onorevoli Wanted. Storie, sentenze e scandali di 25 pregiudicati, 26 imputati, 19 indagati e 12 miracolati ‘eletti’ dal Popolo Italiano” (Editori Riuniti, 18 euro, prefazione di Beppe Grillo). Dagospia pubblica un brano del secondo capitolo, “La Banda Furbetti”, dedicato allo scandalo delle scalate bancarie e ai rapporti di Fiorani, Ricucci e Consorte con vari politici e partiti di destra e sinistra. Il brano si riferisce al verbale, finora inedito, dell’interrogatorio reso l’8 febbraio 2006 da Gianpiero Fiorani, già numero uno della Banca Popolare di Lodi, dinanzi ai pm milanesi Greco, Fusco e Perrotti.
Si parla del primo incontro avuto dal banchiere lombardo alla vigilia di ferragosto del 2005 con l’allora premier Silvio Berlusconi a Villa La Certosa, in Costa Smeralda. Fiorani, accompagnato dal sottosegretario forzista Luigi Grillo, fedelissimo del governatore Fazio, è lì per ottenere la benedizione del capo del governo alla scalata alla banca Antonveneta. All’incontro partecipa anche Cesare Previti, giunto sul posto in auto. Grillo e Fiorani, invece, arrivano in barca a Porto Rotondo e sono costretti a una lunga camminata in salita, sotto il sole cocente. Il banchiere, per giunta, ha la malaugurata idea di acquistare un cactus da 40 chili da donare al Cavaliere ed è costretto a portarlo con sé, con effetti collaterali tragicomici. Una scena fantozziana che Travaglio & Gomez intitolano “Il Calvario del cactus”

Estrapolo la parte tragicomica del Cactus.
Pm
– Faceva caldo?
Fiorani – Enorme. Enorme, un caldo afoso, tant’è che… le racconto un particolare che non c’entra nulla, ma glielo racconto per dire come mi ricordo tutti i particolari, che quando Gigi Grillo mi ha detto: «Ma cosa gli portiamo a Berlusconi?», io ho detto: «Mah, non lo so, non ho assolutamente idea»… no, un cactus di quelli… che io ero andato a prendere, tra l’altro, di mattina in un negozio che c’era lí. E quando siamo andati alla mattina e siamo arrivati col «tenderino» fino al molo dove c’era… perché siamo andati non con la macchina, ma siamo entrati… Previti è arrivato con la macchina, io e Grillo siamo entrati invece con una barchettina che aveva preso lui.
Pm – Col cactus?
Fiorani – Col cactus nel cartone. E io ho detto a Berlusconi, ho detto… Grillo
gli ha detto alle guardie che ci hanno accolto al molo, ha detto: «Guardi questo sarebbe il presente per il presidente del Consiglio». E loro ci hanno detto: «Prego, portàtelo pure su». Ma questo pesava, mi ricordo, non so se quaranta chili di cactus, per cui insomma… per cui ci siamo messi lí… veramente, abbiamo fatto un dislivello di 400 o 500 metri sotto il peggior sole, era il 10 luglio… o l’11 luglio, San Lorenzo. Sono arrivato… Grillo era, non so perché aveva questa energia enorme, era ancora in forma, io sono arrivato letteralmente bagnato, completamente bagnato. Ve lo racconto solo per darvi la cronistoria di come è avvenuta la verità dei fatti: bagnato, ma bagnato fradicio, mi ricordo…
Pm Fusco – Eravate in giacca e cravatta, magari?
Fiorani – No, perché il protocollo era previsto di stare tutti in bianco, camicia bianca e pantaloni bianchi. Per cui siamo entrati… è stata una cosa incredibile. Sono arrivato lí e ho detto, lui aveva appena fatto il trapianto, aveva appena fatto ’sto…
Pm Fusco – Ci aveva…?
Fiorani – La bandana no, aveva il cappello… tipo safari. Comunque… 
Pm Fusco – Ma bermuda o pantalone?
Fiorani – Pantalone lungo. Per cui sono arrivato lí e ho detto: «Adesso come faccio a salire in queste condizioni, mi caccia via», infatti avevo chiesto ai domestici se potessi entrare in una saletta dove potevo riprendermi un attimo, prima che arrivassero.
Pm Greco – Quando si comincia a sudare è micidiale, si continua, uno prova in tutti i modi, no? Fermi immobili (parole incomprensibili, voci sovrapposte).
Fiorani – Peggio, peggio, peggio. Allora dopo aver depositato il cactus, le guardie sempre dietro, non hanno fatto neanche una piega, perché…
Avv. Mazzola – Manco un aiuto, niente?
Fiorani – Assolutamente. Allora Grillo è andato fuori come… Previti nel frattempo è arrivato, hanno parlato con Berlusconi e sono rimasti un po’ lí (pp. ii., a bassa voce). Io non ce la faccio. Continuo a buttare fuori sudore, piú penso ad asciugarmi piú butto fuori sudore, vado fuori, faccio finta di niente. Appena ho cercato di andare fuori le guardie mi hanno subito ripreso che non potevo muovermi, sono rimasto in questa stanzetta fino a che… fino a che è arrivato dopo lui, mi ha visto un po’ cosí, non ha fatto particolari commenti, li avrà fatti nella sua mente, ma con me non li ha fatti. Io ero… ero distrutto dal caldo e dal sudore. Gli diamo questo cactus, lui comincia… si apparta un attimo con Previti e con Grillo, guardano queste carte, ma lui si dimostra disinteressato, non piú di tanto a queste carte, e comincia invece a farci vedere la casa, a illustrarci la casa, e tutto quanto.
Per la lettura completa della storia del Cactus, clicca qui

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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6 thoughts on “Il calvario del cactus

  1. Ma quanti bei nomi ci sono elencati,in questo scritto,se devono pagare tutti non basta il carcere di rebibbia,e allora amnistia,io dico con il…..fate voi,ciao e speriamo che ci muoino in carcere,caro amico mio,e una buona Domenica.

    🙂

    L’ESPLORATORE

  2. Ma….. che diavolo di domande facevano i PM e gli Avvocati?!?!??!

    Senza nulla togliere agli esiti delle sentenze,

    NON DISCUTO,

    ma non mi paiono domande troppo intelligenti.

  3. Esploratore purtroppo in carcere mandano solo i ladri di polli, qualcuno che si è rubato tutto il pollaio non si è fatto neanche un giorno di carcere.
    Grazia baciotto a te.
    Loreanne Con quelle domande poco intelligenti rivolte a Fiorani, sono riusciti a farlo parlare. Probabilmente si sono adeguati al personaggio. ciao.

  4. Questo libro del “cactus” è da comprare. Per poi piangere, di vergogna e di sollievo. Forse ce l’abbiamo fatta a venir fuori dal peggio del cactus. harmonia

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