I ricercatori hanno sviluppato un nuovo tipo di vetro “infrangibile”

Gli scienziati della McGill University hanno sviluppano un vetro più forte e resistente, ispirato allo strato interno dei gusci dei molluschi. Il nuovo materiale invece di frantumarsi all’impatto, ha la resilienza della plastica, in futuro, tra le altre applicazioni, potrebbe essere utilizzato per migliorare gli schermi dei telefoni cellulari.
Le tecniche come la tempera e la laminazione mentre possono aiutare a rinforzare il vetro, sono costose e non funzionano più una volta che la superficie è danneggiata. Allen Ehrlicher, professore associato presso il Dipartimento di Bioingegneria della McGill University, ha affermato:
«Finora c’erano dei compromessi tra elevata resistenza, tenacità e trasparenza. Il nostro nuovo materiale non è solo tre volte più resistente del vetro normale, ma anche cinque volte più resistente alla frattura».

La natura come maestra del design
Allen Ehrlicher e il suo team traendo ispirazione dalla natura, hanno creato un nuovo materiale composito in vetro e acrilico che imita la madreperla. La ricerca è stata pubblicata nella rivista Science.
Allen Ehrlicher ha affermato:
«La natura è maestra del design. Studiare la struttura dei materiali biologici e capire come funzionano offre ispirazione, e talvolta progetti, per nuovi materiali. La madreperla è un ottimo compromesso, ha la rigidità di un materiale rigido e la durata di un materiale morbido. È composto di elementi rigidi di materia simile al gesso che sono stratificati con proteine morbide che sono altamente elastiche, questa struttura produce una resistenza eccezionale, rendendola 3.000 volte più resistente dei materiali che la compongono».
Gli scienziati hanno copiato l’architettura della madreperla e l’hanno replicata con strati di scaglie di vetro e acrilico, ottenendo inizialmente un materiale eccezionalmente resistente ma opaco che può essere prodotto facilmente ed economicamente. Hanno poi fatto un ulteriore passo avanti per rendere il composito otticamente trasparente.
Ali Amini, ricercatore presso la McGill University, ha affermato:
«Regolando l’indice di rifrazione dell’acrilico, lo abbiamo fatto fondere perfettamente con il vetro per creare un composito veramente trasparente».
I ricercatori hanno in programma di migliore il vetro incorporando una tecnologia intelligente che gli consente di modificare le sue proprietà, come colore, meccanica e conduttività.

Invenzione risalente al regno dell’imperatore romano Tiberio Cesare
È interessante notare che questo nuovo materiale potrebbe essere un esempio di scienza moderna che riscopre una vecchia tecnologia, ormai perduta da tempo.
Il vetro flessibile è presumibilmente un’invenzione risalente al tempo del regno dell’imperatore romano Tiberio Cesare: secondo i resoconti storici popolari degli autori romani Gaio Plinio Secondo e Petronio, l’inventore portò davanti all’imperatore una ciotola per bere fatta di vetro, quando la ciotola è stata messa alla prova per romperla, si è solo ammaccata invece di frantumarsi.
Tiberio Cesare dopo che l’inventore giurò di essere l’unica persona che sapeva produrre il materiale, lo fece giustiziare, temendo che il vetro svalutasse l’oro e l’argento perché poteva essere più prezioso.
Allen Ehrlicher ha detto:
«Quando penso alla storia di Tiberio Cesare, sono contento che la nostra innovazione di questo materiale porti alla pubblicazione della ricerca piuttosto che all’esecuzione».

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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