I film pornografici sono osceni, non sono degni di protezione del copyright

I principali produttori giapponesi di film pornografici hanno lottato duramente per proteggere i propri contenuti all’estero. In particolare, si sono concentrati su Taiwan, dove i siti e canali TV vendono i loro video senza permesso.
La battaglia sul copyright è iniziata nel 2010 quando i principali produttori dei 20.000 film per adulti in uscita ogni anno in Giappone, hanno intimato al governo di Taiwan di intraprendere dure azioni contro i pirati, altrimenti avrebbero dato seguito ad azioni legali con l’aggiunta di citarli in giudizio per permettere ai pirati di diffondere materiale osceno e procurare danni alla salute dei bambini di Taiwan.
Le autorità di Taiwan hanno dato seguito alla richiesta dei produttori di film porno giapponesi. La sospirata decisione è arrivata questa settimana ed è stata una cattiva notizia per tutte le aziende del porno. I procuratori dell’Ufficio della Corte distrettuale di Taipei, hanno annunciato che non ci sarebbe stata denuncia contro una delle società di Taiwan accusata di aver commesso violazione del copyright:
«La mancanza di azione è allo stato attuale del diritto, a Taiwan la legislazione sul copyright permette di scaricare e caricare entro certi limiti, ma non consente su larga scala la riproduzione o la distribuzione di contenuti di altre persone. Tuttavia, mentre i film regolari, la musica e altre arti ricevono protezione sul copyright, la Corte Suprema ha deciso che, poiché i film porno sono osceni, non dovrebbero avere il diritto alla protezione della legge sul copyright. La Procura della Repubblica non ha ritenuto di contestare tale sentenza.
Inoltre, non è accolta la richiesta d’intervento per la diffusione di materiale osceno e danni alla salute dei bambini di Taiwan perché  i siti pirata evidenziano l’avviso che l’accesso è vietato ai minori».
L’idea che la pornografia non deve ricevere la protezione del copyright è già stata oggetto di sentenze negli Stati Uniti, dove un articolo della Costituzione sul diritto d’autore afferma:
«Il diritto d’autore deve promuovere l’utilità del progresso della scienza e delle arti garantendo per periodi limitati agli autori e agli inventori il diritto esclusivo sui loro scritti e scoperte».
E’ evidente nella legislazione americana che la pornografia non può essere contemplata nelle arti utili o scienza, pertanto non può invocare la tutela del diritto d’autore.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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