I dolcificanti artificiali consentono la somministrazione di monossido di carbonio per prevenire le lesioni d’organo

Il profarmaco orale sviluppato da un team di ricercatori guidati da Binghe Wang, professore di chimica presso la Georgia State University, fornisce monossido di carbonio (CO) per proteggere dal danno renale acuto. Lo studio è stato pubblicato nella rivista Chemical Science.
Il team di ricercatori sebbene il monossido di carbonio (CO) sia tossico in grandi dosi, hanno scoperto che può avere effetti benefici riducendo l’infiammazione e proteggendo le cellule dalle lesioni. Precedenti studi hanno dimostrato gli effetti protettivi del monossido di carbonio (CO) contro le lesioni a carico di reni, polmoni, tratto gastrointestinale e fegato.
Binghe Wang e i suoi collaboratori negli ultimi cinque anni hanno lavorato per progettare un modo sicuro per fornire il monossido di carbonio (CO) ai pazienti tramite profarmaci, composti inattivi che devono subire un processo chimico nel corpo umano prima di rilasciare l’agente farmacologico attivo.
Il team di Binghe Wang come molecole “vettrici” ha sviluppato profarmaci che consentono la somministrazione orale di monossido di carbonio (CO) utilizzando due comuni dolcificanti artificiali: la saccarina granulata distribuita in bustine dalla Sweet’N e l’acesulfame edulcorante americano senza calorie della marca Splenda. Hanno progettato le molecole per rilasciare il monossido di carbonio (CO) nel processo di decomposizione, che è innescato dall’esposizione all’acqua. I ricercatori hanno detto che questi sono i primi esempi di profarmaci organici di monossido di carbonio (CO) oralmente attivi che con un dimostrato profilo di sicurezza utilizzano un vettore benigno approvato dalla Food and Drug Administration (è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America).
Binghe Wang eminente studioso della Georgia Research Alliance, autore principale della ricerca, ha detto:
«È difficile fornire ai pazienti un gas come terapeutico, tanto meno un gas velenoso, il nostro lavoro rappresenta un passo avanti fondamentale nello sviluppo di forme alternative di consegna dei farmaci. Volevamo lavorare con un vettore che ha un profilo di sicurezza molto ben caratterizzato, che conferisce un maggior grado di certezza che sarà sicuro da usare in una pillola per il consumo umano».

Modello murino
Il topo è simile agli esseri umani per quanto riguarda lo sviluppo, la fisiologia e il genoma sottostante. I ricercatori europei hanno sviluppato modelli murini mutanti grazie ai quali approfondire i geni implicati in una vasta gamma di malattie umane.
Il team di ricercatori tra i due profarmaci nello studio, ne hanno testato uno, il CO-306, per l’efficacia farmacologica contro il danno renale acuto. I ricercatori ai topi dopo aver somministrato il CO-306 (utilizza la saccarina come molecola vettore), hanno scoperto che riduce i biomarcatori associati al danno renale, indicando che potrebbe essere sviluppato in una praticabile terapia.
Il modello murino ha imitato i meccanismi del danno tissutale renale che si verificano in pazienti con danni muscolari estesi, anemia falciforme, un tipo comune di malaria, intervento chirurgico di bypass cardiopolmonare e sepsi grave.
Binghe Wang e i suoi collaboratori presso il Centro per la diagnostica e la terapia dello Stato della Georgia, la Vanderbilt University, l’Harvard Medical School e l’Università del Mississippi hanno in programma di condurre studi più approfonditi su modelli animali e valutazioni della sicurezza sulla CO-306 prima di passare a studi clinici sull’uomo. Hanno anche in programma di testare l’efficacia della CO-306 contro altri tipi di lesioni d’organo.
Binghe Wang in conclusione ha affermato:
«Le terapie a base di monossido di carbonio (CO) sono particolarmente promettenti come metodo durante il trapianto per ridurre la probabilità di danni agli organi e migliorare i risultati per i pazienti trapiantati. La scienza mostra che l’esposizione degli organi al gas CO può aiutare a preservare gli organi e impedire che si deteriorino durante il processo di trapianto. Ora dobbiamo dimostrare che questi profarmaci possano avere un effetto simile».

About Pino Silvestri

Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
View all posts by Pino Silvestri →