I denti autoriparanti in futuro potrebbero diventare la norma

Raramente la frase “Devo andare dal dentista” evoca molto entusiasmo, tuttavia, un team di scienziati del King’s College di Londra (KCL) nel Regno Unito ha trovato ulteriori prove che i nostri denti potrebbero autoripararsi.
Il team ha studiato un metodo per stimolare la riparazione naturale dei denti attraverso l’attivazione delle cellule del dente che produce nuova dentina. I loro risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Dental Research.

Pratica clinica
I nostri denti hanno tre strati: lo smalto esterno, la dentina – la sezione centrale che funge da protezione per l’interno del dente – e la parte interna del dente che è la polpa dentale morbida. Ciascuno di questi strati può essere colpito da carie o traumi. È fondamentale mantenere in salute tutti e tre i livelli.
Ricerche precedenti hanno scoperto che un farmaco chiamato Tideglusib ha contribuito a proteggere quello strato interno stimolando la produzione di dentina (la sezione centrale), che alla fine ha portato il dente a ripararsi in modo naturale.
Il team di scienziati del King’s College di Londra (KCL) nel tentativo di continuare a testare la vitalità del farmaco sui pazienti, negli ultimi cinque anni, ha esaminato la possibilità di produrre un volume sufficiente di dentina per riparare le cavità nei denti umani. Hanno esaminato la gamma e la sicurezza del farmaco e se la composizione minerale della dentina riparativa è simile a quella che produciamo naturalmente come esseri umani, abbastanza forte da mantenere la forza del dente.
Paul Sharpe, Capo del Centro di biologia cranio-facciale e rigenerativa del King’s College di Londra (KCL), autore principale di questa ricerca, insieme al suo team hanno scoperto che il loro studio ha effettivamente dimostrato altre prove positive che il metodo potrebbe essere utilizzato nella pratica clinica.
Il team ha scoperto che l’area di riparazione è limitata alle cellule della polpa nell’area immediata della riparazione e che era significativamente diversa da quella dell’osso. Inoltre, hanno scoperto che il farmaco può attivare la riparazione in un’area di danni dentali fino a dieci volte più grandi, essenzialmente imitando le dimensioni di piccoli tagli negli esseri umani.
Paul Sharpe ha detto:
«Negli ultimi anni abbiamo dimostrato che possiamo stimolare la riparazione naturale dei denti attivando le cellule staminali dei denti residenti. Il metodo è semplice e conveniente. I risultati più recenti mostrano nuove prove della vitalità clinica, è un altro passo verso la riparazione naturale dei denti».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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