I Buddha viventi del Tibet, non possono più reincarnarsi senza il permesso del governo cinese

Secondo le nuove disposizioni repressive della Cina  – entreranno in vigore il 1° settembre -, i Buddha viventi tibetani non possono più reincarnarsi autonomamente, devono presentare domanda ai funzionari cinesi per gli affari religiosi, per ricevere l’autorizzazione dal governo ateista cinese.
La Cina governata dal partito comunista, ufficialmente ateista, controlla rigorosamente il  Buddismo tibetano e tutte le altre religioni.
I Buddhas viventi sono un importante elemento nel Buddismo tibetano, formano un clero di figure religiose ed influenti, si crede che si reincarnano continuamente.
Spesso più di un candidato compete per essere riconosciuto come la vera reincarnazione. E’ l’autorità a decidere chi ha il carisma e le qualità più significative, come nel caso del Panchen Lama, la seconda figura più influente nel Buddismo tibetano dopo il Dalai Lama.
Nel 1951, il Tibet è occupato militarmente dalla Cina. Nel 1959, dopo una rivolta sfociata nel sangue, con migliaia di tibetani uccisi dai cinesi, il Dalai Lama fugge in India per stabilire un governo in esilio.
Nel 1995, la Cina sceglie il suo Panchen Lama, un bambino di sei anni, mai mostrato in pubblico, per sradicare l’influenza religiosa e politica del vero D’alai Lama. Ora, si tenta con il blocco delle reincarnazioni.
Riusciranno i cinesi a sbarazzarsi definitivamente del Dalai Lama?
Liberamente tradotto da Metimes

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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3 thoughts on “I Buddha viventi del Tibet, non possono più reincarnarsi senza il permesso del governo cinese

  1. Mi fa sorridere la decisione “burocratica”.

    Mi fa rabbrividire il tutto..

    Un sorriso incredulo

    Mister X di COmicomix

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