Gli scienziati hanno scoperto i biomarcatori genetici di longevità

Il gruppo internazionale di scienziati ha studiato gli effetti di 17 diversi interventi di estensione della durata della vita sull’attività genica nei topi, ha scoperto i biomarcatori genetici di longevità. I risultati del loro studio sono stati pubblicati sulla rivista Cell Metabolism.
Oggi sono note decine d’interventi che prolungano la durata di vita di vari organismi viventi, dal lievito ai mammiferi, comprendono, per esempio: composti chimici (rapamicina); interventi genetici (mutazioni associate a disturbi della sintesi dell’ormone della crescita); diete (restrizione calorica).
Sono stati scoperti alcuni obiettivi di questi interventi. Tuttavia, non è ancora chiara la comprensione dei meccanismi molecolari sistemici che portano all’estensione della durata della vita.
Il gruppo di scienziati di Skoltech (Istituto privato di scienza e tecnologia di Mosca), dell’Università Statale di Mosca e dell’Università di Harvard ha deciso di colmare questa lacuna e di identificare i processi molecolari cruciali associati alla longevità. Hanno esaminato gli effetti di vari interventi di allungamento della durata della vita sull’attività dei geni in un topo, un organismo modello comunemente usato e strettamente correlato all’uomo.
Gli scienziati per risposta a vari interventi hanno identificato un gruppo di geni, la cui attività era associata alla longevità, fungono da biomarcatori dell’estensione della durata della vita.
Alexander Tyshkovskiy primo autore dello studio, ha detto:
«Nel nostro laboratorio abbiamo sottoposto topi di differente sesso ed età a 8 interventi di longevità, abbiamo analizzato i cambiamenti di espressione genica indotti da questi trattamenti.
Abbiamo ottenuto profili di attività genica di 17 interventi dopo aver aggregato i nostri dati con i set di dati pubblicati da altri gruppi. Gli effetti prodotti dai singoli trattamenti anche se in generale si sono rivelati piuttosto specifici, un certo gruppo di geni ha cambiato la sua espressione in modo simile come risposta a diversi interventi di allungamento della vita».
Gli scienziati hanno poi applicato i biomarcatori scoperti per cercare altri interventi con lo stesso effetto sulla loro attività e, quindi, un alto potenziale di estensione della durata della vita. I ricercatori nel loro lavoro hanno identificato diversi trattamenti di questo tipo, tra cui ipossia cronica e composti chimici, come l’antiossidante ascorbil-palmitato e l’inibitore mTOR, Ku-0063794.
Alexander Tyshkovskiy ha aggiunto:
«Ora, stiamo convalidando questi risultati testando il loro effetto sulla durata della vita del topo. Speriamo che i nostri biomarcatori facilitino in modo efficace la ricerca di nuovi interventi di longevità e contribuiscano a migliorare la durata della salute e della vita dei roditori e, a lungo termine, degli esseri umani”.
Gli scienziati oltre alla ricerca scientifica, hanno sviluppato GENtervention, un’applicazione che offre strumenti rapidi e di facile utilizzo per studiare le associazioni tra l’attività dei singoli geni e la longevità.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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