Gli scienziati hanno calcolato la probabilità che emerga un’altra pandemia a livello di Covid-19

Il nuovo studio statistico ha scoperto che le grandi pandemie sono molto più comuni di quanto ci si potrebbe aspettare. Il team di ricercatori, in effetti, ha scoperto che una pandemia con un livello di impatto simile al Covid-19 ha circa il 2% di probabilità di verificarsi ogni anno. Il dato percentuale se è sommato per tutta la vita, significa che ognuno di noi ha una probabilità del 38% di sperimentarne una grande almeno una volta, e le probabilità sembrano destinate a peggiorare con il tempo.
William Pan, ricercatore globale sulla salute ambientale della Duke University, ha affermato:
«Il dato più importante è che grandi pandemie come il Covid-19 e l’influenza spagnola sono relativamente probabili».

Il team di ricercatori nello studio pubblicato nella rivista PNAS, ha esaminato il record storico delle epidemie dall’anno 1600 fino ad oggi. Hanno trovato 476 epidemie documentate, circa la metà ha avuto un numero noto di vittime; circa 145 hanno causato meno di 10.000 morti, mentre di altre 114 epidemie di cui conoscevano l’esistenza, non hanno potuto rintracciare il numero di morti.
È importante sottolineare che le malattie infettive attualmente attive come il Covid-19, HIV o la malaria, sono state escluse dall’analisi.
Il team di ricercatori per analizzare i dati ha utilizzato modelli dettagliati con la distribuzione di Pareto generalizzata (è una formula matematica, prende il nome dall’economista e sociologo italiano Vilfredo Pareto, viene utilizzata per descrivere i fenomeni sociali, scientifici e geofisici in una società), scoprendo che il numero annuo di epidemie è immensamente variabile e che un’epidemia estrema come l’influenza spagnola del 1918-1920 aveva una probabilità di verificarsi da qualche parte tra lo 0,3% e l’1,9% ogni anno negli ultimi 400 anni.
Il team di ricercatori ha scritto:
«Il lento decadimento della probabilità con l’intensità dell’epidemia implica che le epidemie estreme sono relativamente probabili, una proprietà precedentemente non rilevata a causa di brevi registrazioni osservative e metodi di analisi stazionaria».
Lo studio ha evidenziato che negli ultimi 50 anni, abbiamo assistito a livelli crescenti di nuovi agenti patogeni che si diffondono attraverso gli esseri umani, il virus SARS-CoV-2 è l’esempio più ovvio, ma anche negli ultimi decenni abbiamo avuto l’influenza suina, l’influenza aviaria, l’Ebola e molti altri.
Il team di ricercatori ha evidenziato:
«Insieme alle recenti stime di aumento dei tassi di emergenza delle malattie dai vettori animali associati al cambiamento ambientale, questa scoperta suggerisce un’alta probabilità di osservare pandemie simili al Covid-19 (probabilità di sperimentarla nel corso della propria vita attualmente è circa il 38%), potrebbe raddoppiare nei prossimi decenni».
E quindi, anche se ci stiamo riprendendo da un’epidemia attuale, è importante non dare per scontato che non vedremo presto un’altra pandemia che potrebbe cambiare la nostra vita. Le statistiche se hanno qualcosa a che fare con questo aspetto, la prossima pandemia sta arrivando, speriamo solo di non dimenticare il passato.
William Pan ha aggiunto:
«Ciò indica l’importanza di una risposta tempestiva ai focolai di malattia e di costruire su scala locale e globale la capacità di sorveglianza delle pandemie, così come di stabilire un’agenda di ricerca per capire perché i grandi focolai stanno diventando più comuni».

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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