Fotografo dopo il terremoto in Nepal alla ricerca di due sorelline fotografate nel 2009 (foto storia)

Gaving Gough è un fotografo è tornato in Nepal subito dopo il recente terremoto. Ha detto:
«Ero in Nepal esattamente sei anni e tre giorni prima del terremoto che ha devastato il paese. Allora, stavo realizzando un servizio fotografico per una Rivista, avevo trascorso gran parte della giornata in Bhaktapur, una bella e antica città nella valle di Kathmandu.
Il Nepal come vi dirà qualcuno che l’ha visitato, è un posto meraviglioso per fotografare. Il popolo nepalese è enormemente ospitale, la luce è sempre meravigliosa, sembra che ci sia un’opportunità di scattare foto d’oro a ogni escursione.
Stavo riposando nella parte terminale di un vicolo stretto quando apparvero due bambine, dondolando le cartelle e ridacchiando tra loro mentre dopo la scuola senza fretta percorrevano quel tratto di strada per tornare a casa.
Era il 22 aprile 2009 ho trascorso circa 45 minuti a fotografare questo vicolo. Ho una trentina d’immagini delle due sorelline, Yamuna e Jamuna, una delle foto in seguito è apparsa nella mia prima mostra fotografica.
Sono tornato in Nepal questa settimana in circostanze molto meno piacevoli. Il terremoto di sabato 25 aprile 2015 ha distrutto il paese, al momento più di 6.000 persone hanno perso la vita e molte decine di migliaia sono rimaste senza casa.
Sto lavorando per un certo numero di organizzazioni non governative, per documentare gli sforzi dell’aiuto, contribuisco a sollevare la consapevolezza delle molte questioni che il Nepal del dopo terremoto dovrà affrontare.
Per puro caso a Bhaktapur mi sono trovato di nuovo nel punto dello stesso vicolo, dove le due sorelline erano apparse sei anni prima. E’ la stessa strada, ma come si può vedere adesso, è molto diversa (vedi immagine).
Il ricordo del tempo trascorso nel 2009 alla fine di quel vicolo stretto è stato agrodolce di fronte al danno e alla distruzione. Mi chiedevo cosa fosse successo a quelle affascinanti, allegre, spensierate bambine.
In Nepal questa settimana tante persone hanno perso la vita, tanti altri sono stati gravemente feriti. Avendo visto decine e decine di edifici ridotti a cumuli di macerie e ascoltato tante storie di parenti, amici e vicini di casa che hanno perso i loro cari, è stato difficile tenere fuori dalla mia testa l’immagine di quelle due bambine, così con le copie delle foto sul mio cellulare sono andato alla loro ricerca».

Rintracciate sane e salve le due sorelline Yamuna e Jamuna
«E’ una bella notizia – ha detto Gaving Gough sono riuscito a rintracciare Yamuna e Jamuna, ora hanno undici anni. Hanno perso la loro casa, dal giorno del terremoto hanno dormito fuori con Saraswati, la loro sorella maggiore.
Mi hanno mostrato ciò che resta della loro casa, non più di una pila di mattoni, a pochi passi dal punto in cui ho scattato questa foto.
I loro genitori al fine di proteggere le loro poche cose rimaste sono andati a stare con il loro zio. Ho sentito diverse segnalazioni di ladri opportunisti che operano di notte, ho ricevuto conferma dalla polizia locale.
Non c’è abbastanza spazio per le due bambine a casa del loro zio. Mangiano due volte il giorno in una cucina comunitaria all’aperto; l’acqua è distribuita con un’autobotte, per il resto si affidano all’aiuto dei vicini. La situazione non è diversa da quella di tanti altri ed è meglio di alcuni.
Yamuna e Jamuna oggi inizialmente erano tranquille ma introverse, suppongo traumatizzate, non proprio come le bambine spensierate che avevo incontrato in precedenza, poi, vedendo le loro foto sul mio cellulare hanno riso, era un suono felice.
Ho fatto quello che potevo per migliorare la loro situazione, ora sono meglio equipaggiate di quanto non lo fossero questa mattina. E’ davvero piacevole averle trovate vive e vegete, da stasera so che avranno una vita un po’ più agevole, anche se è doveroso moltiplicare la loro storia di decine di migliaia di volte per avere un’idea della situazione attuale in Nepal.
Le agenzie umanitarie come Global Giving (è costituito da piccole e grandi organizzazioni non profit di oltre 160 paesi, intervengono rapidamente in casi di disastri); Splash (fornisce acqua potabile, servizi igienico-sanitari); Charity (raccoglie fondi per le necessità più urgenti per i sopravvissuti del terremoto in Nepal), tutte insieme stanno facendo quello che possono per fornire un aiuto dove è necessario, un lavoro davvero monumentale (vedi pagina Facebook).
Molte zone remote dopo quasi una settimana dal terremoto non hanno ancora visto un sostegno efficace, è la prova che la maggioranza delle persone sanno badare a se stesse con quel poco che hanno.
L’immagine di edifici ridotti in macerie in Nepal si ripete innumerevoli volte, il forte contrasto tra il primaedopo terremoto mette in evidenza come improvvisamente e inaspettatamente il mondo può cambiare».

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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