Fisica del felino: perché i gatti possono sopravvivere a cadute da grandi altezze? (video)

L’altra sera, ho visto un video di YouTube con una donna in piedi sul suo letto, con in mano un gatto capovolto, fatto cadere più volte sul materasso. Il gatto, sorprendentemente, ogni volta che è stato lasciato cadere, immediatamente si è raddrizzato per atterrare in piedi (vedi video).

La donna stava eseguendo lo stesso esperimento di base fatto nel 1890 dallo scienziato francese Etienne Jules Marey. Marey è diventato famoso per aver utilizzato il suo proiettore cronofotografico in grado di catturare fino a 60 fotogrammi consecutivi al secondo: filmò un gatto in caduta (vedi video).

Lo scopo di questi video è quello di dimostrare la capacità unica, innata del gatto di orientare il corpo durante una caduta. C’è anche un nome per questo fenomeno: “Riflesso di raddrizzamento“. Gli esperti dicono che il riflesso di raddrizzamento è osservabile nei cuccioli fin dalla terza, quarta settimana, ed è pienamente sviluppato a sette settimane.

Come funziona il riflesso di raddrizzamento?
In primo luogo, i gatti hanno organi di senso supersensibili. Un apparato vestibolare nell’orecchio interno agisce come equilibrio e bussola di orientamento. Sanno sempre orientarsi nel verso giusto. In secondo luogo, i gatti hanno una struttura scheletrica unica con una spina dorsale insolitamente flessibile e l’assenza  delle clavicole. Così, quando un gatto cade, i suoi sensi rispondono alla velocità della luce, ed è in grado di orientare il suo corpo e girare la testa intorno in modo che possa vedere dove sta cadendo a terra.
Al di là dei loro volteggi in aria, i gatti hanno anche quello che potrebbe essere definito un paracadute. Come molti piccoli animali,  i gatti hanno un basso rapporto tra il volume del corpo e il peso, in caso di caduta, utilizza le zampe per rallentare la velocità. E’ lo stesso tipo di manovra che fanno a mezz’aria gli scoiattoli volanti .
I gatti, anche se sono incredibilmente abili a sfidare la gravità, non sono invincibili.
Nel 1987, i veterinari del New York Animal Medical Center hanno condotto uno studio sui felini caduti da alti edifici. Il 90% è sopravvissuto, anche se hanno riportato gravi lesioni. Di questi, più di un terzo hanno avuto necessità di cure salvavita, mentre solo meno di un terzo non ha richiesto alcun trattamento.
Degno di nota è che lo studio ha scoperto che i gatti che cadono da un’altezza tra il settimo e il trentaduesimo piano, hanno meno probabilità di morire, rispetto a quelli che cadono  dal secondo al sesto piano.
Perché? Una teoria è che dopo una certa altezza un gatto raggiunge la velocità massima e che il meccanismo vestibolare nell’orecchio si spegne, con il risultato che il gatto si rilassa. Come ogni stuntman può dire, le membra rilassate hanno meno probabilità di rompersi di quelle non rilassate.
 Un altra teoria dice che la maggior altezza, dà il tempo al gatto di assumere la posa a paracadute.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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