Facebook accusato di non fare abbastanza per reprimere la vendita di merci contraffatte

L’indagine sulla vendita di prodotti contraffatti sui social media ha evidenziato che Facebook non ha fatto abbastanza sulla sua piattaforma per fermare tale vendita. Il gigante digitale secondo gli investigatori del National Trading Standards della Gran Bretagna, non è riuscito a rimuovere promozioni e inserzioni che hanno generato milioni di sterline di vendite per borse, elettrodomestici e abiti firmati contraffatti.
L’inchiesta ha rilevato che Facebook non ha rimosso i post anche dopo aver ricevuto un avviso ufficiale, gli investigatori hanno sollecitato l’azienda statunitense a fare di più per arginare il flusso di merci contraffatte disponibili per l’acquisto.
La Commissione europea in precedenza ha avvertito le società di social media che potrebbero affrontare pesanti multe se non intensificheranno i loro sforzi per reprimere online la vendita di articoli falsi.
Facebook mentre ha arginato la pubblicità di articoli contraffatti, ha lasciato campo libero al suo Marketplace in modo simile a eBay consente tra privati di inserire annunci di vendita e acquisti. La piattaforma si è rivelata essere un terreno fertile per i truffatori.
Il HMRC (dipartimento del Regno Unito responsabile per la riscossione delle imposte), le forze di polizia e gli standard commerciali (sono i servizi delle amministrazioni locali che lavorano per proteggere i consumatori e sostenere le attività commerciali legittime), sono tutti coinvolti nell’Operazione Jasper, l’indagine in corso sulla vendita di prodotti contraffatti online, dal 2015 su Facebook ha portato alla rimozione di oltre 12.000 prodotti.
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico all’inizio di quest’anno in un rapporto ha mostrato che le importazioni di articoli contraffatti in Gran Bretagna valgono complessivamente 9,4 miliardi di sterline, il che significa che le merci contraffatte ammontano a circa il 4% delle importazioni totali del Regno Unito.
L’inchiesta ha esaminato una pagina Facebook chiamata “Replica Handbags, Clothing and Accessories“, offriva prezzi ridotti per repliche false di alcuni oggetti di design: una T-shirt Gucci era disponibile per 25 £ (sterline), rispetto a un prezzo al dettaglio di 340 £, mentre una borsa Yves Saint Laurent che costava 750 £ era disponibile per 40 £.
Altre inserzioni includevano una finta borsa Louis Vuitton per 50 £ (prezzo reale 880 £), orologi Rolex per 150 £ (prezzo reale 3,950 £) e finti occhiali da sole Ray-ban per 19 £ quando l’articolo reale costa più di 100 £.
L’Ufficio britannico della Proprietà Intellettuale ha detto che Facebook ora è “il preferito per i venditori di prodotti falsi“, avendo superato nomi del calibro di Amazon ed eBay, dopo che entrambi hanno represso la vendita di prodotti contraffatti sui loro siti web.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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