Esposizione di genitali maschili è la nuova tendenza della moda 2015 (video)

Rick Owens re della moda di Kink, in un’epoca in cui il sesso e la censura sono nella mente di tutti, è entrato un territorio inesplorato: la nudità maschile. Il designer americano ha sorpreso il mondo della moda con l’esposizione del pene, la più calda nuova tendenza per il 2015. E’ accaduto al Paris Fashion Week durante la passerella della sua collezione autunno/inverno 2015, quattro suoi modelli maschili indossavano tuniche e mantelli con strategici fori realizzati all’altezza dell’inguine per far sbirciare i loro genitali. E’ successo così in fretta e inaspettatamente, molti tra il pubblico inizialmente non avevano fatto caso alla “provocazione” perché concentrati a inviare e ricevere messaggi.

Rick Owens è rimasto ottimista per l’agitazione che ha provocato durante la sfilata tra il pubblico in prima fila, poi su social network e non solo. Intervistato da WWD, ha detto:
«Ogni giorno quando attraverso il parco vedo classiche statue marmoree di figure nude e vestite, sì, sono una visione di sensualità ma anche di grazia e di libertà. Come partecipante in una delle nostre arene estetiche più progressiste, non mi è permesso di usare queste immagini? Ciò è appropriato solo per il nudo frontale di Michael Fassbender nel film “Shame” di Steve McQueen? Ho pensato che questo potrebbe essere un tema per una domanda interessante. Ogni volta che posso, influenzato dal timore e dalla vergogna che crescono, cerco di mettere un’energia più amorevole. Sappiamo che il look della passerella non è destinato a essere preso alla lettera. Vorrei presentare un mondo utopistico della tolleranza esente da timore e vergogna».
Attenzione alle immagini di nudità. E’ questo l’inizio di una campagna #FreeThePenis? Solo il tempo lo dirà, ma da questo momento, naturalmente, è emerso anche un altro hashtag: #DickOwens.

, , , , ,
Pino Silvestri

About Pino Silvestri

Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
View all posts by Pino Silvestri →

Lascia un commento