Esperimento interattivo per determinare se il tuo tweet può aiutare a far crescere una pianta

L’iniziativa, denominata Parla a una Pianta, l’ha organizzata l’Agenzia pubblicitaria Carmichael Lynch e il Denver Museum of Nature and Science, invita tutti su Twitter a testare se sia vero il mito che parlare con regolarità alle piante, le aiuta a crescere più forti e più sane.

Ecco come funziona l’esperimento Parla a una pianta
Chi vuole partecipare può andare sulla pagina Talk to a plant (o cliccare direttamente sull’immagine sottostante) e inviare un messaggio alla pianta, non importa quello che si twitta, una tecnologia personalizzata Tweet-to-speech per la sintesi vocale con un dispositivo basato su Arduino, legge i tweets ad alta voce a una delle piante (apri il volume del tuo dispositivo). L’altra pianta è utilizzata come verifica di crescita in un ambiente insonorizzato (clicca l’immagine per inviare il messaggio alla pianta in ascolto).

Parla con una Pianta - Talk to a plant esperimento twitter clicca per mandare un messaggio

Il sito web offre aggiornamenti costanti sulle due piante con i grafici sull’altezza, diagrammi delle dimensioni delle foglie e altro ancora.
L’Agenzia pubblicitaria Carmichael Lynch e il Denver Museum of Nature and Science, sulla nuova esperienza web per sollecitare il pubblico, congiuntamente ha scritto: Twitta, o la pianta muore. La pianta per l’esperimento ovviamente non può vivere solo di tweets, ricevono un ciclo di luce di dodici ore e sono innaffiate da un impianto automatizzato.
Dave Damman, capo del team creativo di Carmichael Lynch, intervistato da The Huffington Post, ha detto:
«La scienza – e la vita in generale – non è uno sport per spettatori. Invitiamo a giocare, stiamo approfittando del panorama digitale di oggi per portare in vita l’esperienza della curiosità scientifica – e fare un po’ di arte interessante lungo il tragitto».

, , ,
Pino Silvestri

About Pino Silvestri

Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
View all posts by Pino Silvestri →

Lascia un commento