Ecco la biblioteca umana, dove i libri sono vere persone

Una biblioteca umana è un po’ come una tipica biblioteca (i lettori entrano, escono con i libri, li leggono e poi li restituiscono), ma con una sostanziale differenza, i libri prelevati, sono vere persone disposte a condividere le loro storie culturali ed esperienze: invece di leggere un libro, si ha una conversazione. I libri umani spesso sono individui che in vari modi sono stati stigmatizzati, stereotipati o fraintesi (come rappresentati in questa immagine).

Che cosa è esattamente una biblioteca umana?
La biblioteca umana è un progetto di uguaglianze, creato nel 2000 da Ronni Abergel, Dany Abergel, Christoffer Erichsen e Asma Mouna dell’organizzazione giovanile danese per fermare la violenza. Ora è operativa in più di 60 paesi. E’ stato sviluppato per sfidare i pregiudizi della società in qualunque momento e per qualsiasi motivo, e per aiutare le persone a formare una migliore comprensione di quelli con i quali condividono le loro comunità.

Chi organizza le biblioteche umane?
Le biblioteche umane sono organizzate da persone che capiscono l’importanza di rimettere in discussione stereotipi e pregiudizi che spesso porta a stigma e discriminazione, e che vogliono promuovere il rispetto per la differenza e diversità nelle loro comunità.
Le biblioteche umane possono essere organizzate da una sola persona o organizzazione ma solitamente lavorano in modo più efficace quando sono organizzate da una serie di persone con diversi background ed esperienze.

Solitamente dove avvengono gli eventi?
Le biblioteche umane tradizionalmente sono tenute in biblioteche pubbliche, Festival, College e Università e persino conferenze, scuole e centri commerciali. La biblioteca umana probabilmente può svolgersi ovunque, dove è presente molta gente che può essere attratta per prendere in prestito i “libri umani” e leggere!

Che cosa è un libro umano?
Un libro umano è una persona che si è offerto volontario per sfidare il pregiudizio attraverso la conversazione rispettosa con i membri del pubblico che l’ha preso in prestito. Ha un titolo che si riferisce alla propria esperienza di pregiudizio e/o discriminazione.

Chiunque può essere un libro umano?
No. Solo le persone che hanno subìto un pregiudizio a causa di problemi di razza, sesso, età, disabilità, preferenza sessuale, identità di genere, classe, convinzioni religiose, scelte di vita o altri aspetti di chi può essere un libro. Il titolo scelto deve riflettere direttamente questi aspetti per sfidare il lettore a eliminare il loro pregiudizio.

Quanti libri sono necessari per un evento?
Gli eventi possono essere organizzati da un paio di libri fino a più di settanta. Il miglior consiglio è di cercare di reclutare molti libri con una vasta gamma di esperienze riguardanti il pregiudizio. Il numero di libri da reclutare dipenderà dallo spazio che si sta utilizzando e il numero di personale a disposizione.
La prima volta per molti organizzatori la scelta di dieci – quindici libri è stata la migliore perché permette una buona varietà di titoli e può essere gestita da un team relativamente piccolo (3-5 persone).

Come possiamo verificare la sicurezza dei libri in biblioteca?
La sicurezza è una priorità comprensibile per gli organizzatori, quest’argomento è completamente esplorato anche in altre pubblicazioni che si riferiscono alla libreria umana. E’ importante affermare che nel mondo migliaia di conversazioni che si sono verificate attraverso gli eventi di biblioteca umana, non hanno mai compromesso seriamente la sicurezza dei libri.
Vi sono molte azioni che gli organizzatori possono adottare per proteggere i libri, compreso chi e come reclutare, i ruoli del personale, e la creazione di una parola sicura o una frase per consentire di portare a termine conversazioni controllate e sicure.

Possiamo avere un’unica libreria a tema umano per riflettere il lavoro della nostra organizzazione?
No. L’unico scopo della biblioteca umana è di stimolare la comprensione per condividerla con le nostre comunità con persone di ogni ceto sociale, in particolare con quelle che sono oggetto di pregiudizi e discriminazioni. La biblioteca umana sfida gli stereotipi e pregiudizi che in ognuno di noi possono formare le opinioni.

La scelta dei titoli dei libri può essere creativa e stravagante?
Gli organizzatori dovrebbero far capire a tutti i libri umani che il loro ruolo è di sfidare gli stereotipi e pregiudizi riguardanti le proprie esperienze. Pertanto i titoli nella maniera più semplice dovrebbero essere direttamente connessi a questa esperienza. Esempi di titoli efficaci sono: profughi, bipolare, omosessuale, ex membro di una banda criminale, musulmano, HIV +, transgender, giovane monoparentale, recupero da alcolismo, lavoratore migrante, ex-delinquente, ufficiale di polizia, politico, ecc. Il titolo del libro per sfidare uno stereotipo o pregiudizio deve provocare un potenziale lettore.

Possiamo usare la libreria umana per promuovere il nostro lavoro o ideologie?
No. La biblioteca umana è stata creata specificamente come un progetto di uguaglianze per sfidare gli stereotipi, i pregiudizi, lo stigma e la discriminazione.
La biblioteca umana non dovrebbe mai essere utilizzata per ulteriori specifiche ideologie, promuovere un’organizzazione o affari individuali, o per qualsiasi motivo commerciale.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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