Ecco cosa ha detto il Dalai Lama quando gli è stato chiesto se dobbiamo pregare per Parigi

Il Dalai Lama per milioni di suoi devoti in tutto il mondo è l’incarnazione di umanità e compassione. Il Dalai Lama, il cui vero nome è Tenzin Gyatso, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1989, è noto per la sua decennale lotta per l’autonomia del Tibet. Il leader spirituale è convinto che il suo approccio per trovare una pacifica soluzione, conosciuto come la “Via di Mezzo“, sia il modo migliore per risolvere la questione tibetana e promuovere la convivenza tra il popolo tibetano e il popolo cinese. Il Dalai Lama fuggì in India nel 1959 e da allora vive in esilio a Dharamsala, città nello stato indiano di Himachal Pradesh.

Pregate per Parigi
In seguito all’attacco terroristico a Parigi del 13 novembre 2015 che ha causato 136 morti e 352 feriti, una delle prime reazioni di molte persone, come accade in molti terribili disastri, è stato quella di rivolgersi immediatamente alla preghiera.
L’hashtag #PrayForParis mentre nel mondo era tra i primi in tendenza sul social media, e i leader religiosi erano elogiati per la loro condanna per l’attacco, il Dalai Lama sulla questione tibetana, e l’aumento della violenza a livello globale, intervistato dalla televisione tedesca Deutsche Welle, come risposta all’attacco di Parigi, ha detto:
«Il XX secolo è stato violento, più di 200 milioni di persone sono morte a causa di guerre e altri conflitti. Ora vediamo il sangue allargarsi dal precedente secolo in questo secolo. Se poniamo l’accento maggiormente sulla non violenza e l’armonia, siamo in grado di annunciare un nuovo inizio, sempre che non facciamo seri tentativi per raggiungere la pace, continueremo a vedere un replay del caos dell’umanità vissuto nel XX  secolo.
La gente vuole condurre una vita pacifica. I terroristi sono miopi, e questa è una delle cause di dilaganti attentati suicidi. Non possiamo risolvere questo problema solo con la preghiera. Io sono un buddista e credo nella preghiera, sono gli esseri umani che hanno creato questo problema, e ora stiamo chiedendo a Dio di risolverlo. E’ illogico. Dio avrebbe detto ”risolvetelo da soli perché voi lo avete creato in prima istanza”.
Abbiamo bisogno di un approccio sistematico per promuovere valori umanistici, di unità e di armonia. Se iniziamo a farlo ora, c’è la speranza che questo secolo sarà diverso dal precedente. E’ nell’interesse di tutti, quindi dobbiamo lavorare per la pace nelle nostre famiglie e nella società, non aspettiamoci l’aiuto di Dio, Budda o governi».
Il Dalai Lama in conclusione, alla domanda: “Il tuo messaggio principale è sempre stato di pace, compassione e tolleranza religiosa, ma il mondo sembra andare in una direzione opposta perché non è in risonanza con la gente?”. Ha risposto:
«Non sono d’accordo. Penso che solo una piccola percentuale di persone sia per un discorso violento. Siamo esseri umani, non c’è alcun fondamento o giustificazione per uccidere gli altri. Se gli altri li consideriamo come fratelli e sorelle e rispettiamo i loro diritti, allora non c’è spazio per la violenza. Oggi i problemi che ci troviamo di fronte sono il risultato di differenze superficiali che vanno oltre le fedi religiose e nazionalità. Noi siamo un solo popolo».