Doping ciclismo – Financial Times choc: doping libero per i big del ciclismo

Il prestigioso Financial Times lancia una provocazione: aiuti farmacologici ammessi sotto controllo medico o ritorno al dilettantismo assoluto. E si scatena il dibattito.
L’emergenza è gravissima. A causa del dilagare del doping il ciclismo rischia di scomparire o perdere gran parte della credibilità accumulata in un secolo di grandi imprese. L’ultimo caso, che ha visto la positività al testosterone del vincitore del Tour 2006, Floyd Landis, ha riacceso il dibattito sui modi e le strategie per affrontare il problema. E non manca chi, come il prestigioso Financial Times, lancia una proposta altamente provocatoria – la liberalizzazione del doping, almeno ai massimi livelli agonistici – che però dà voce a un partito crescente (in ambito sportivo e non) in consensi.
La Gazzetta, da sempre schierata in prima linea contro il doping e per uno sport pulito e ispirato a principi di lealtà, non vuole comunque sottrarsi al dibattito e con il sondaggio che si trova in questa pagina intende tastare il polso ai lettori su un argomento così delicato.
Fonte: gasport

 

 

 

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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2 thoughts on “Doping ciclismo – Financial Times choc: doping libero per i big del ciclismo

  1. Liberalizzare il doping?Lo trovo squallido;nessuno pensa che lo sport perderebbe la credibilità e che poi il doping per chi lo assume non è sinonimo di salute e lunga vita?

  2. Vique la proposta del Financial Times è provocatoria, ormai i ciclisti sono tutti dopati, a questo punto forse è meglio liberalizzare il doping, sperando nell’effetto opposto: i ciclisti autorizzati al doping, proprio per questo, non si drogano più. baciotto*

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