Donna siriana con telecamera nascosta rivela scene di vita quotidiana a Raqqa, città controllata da ISIS (video)

Una donna siriana rischiando la propria vita ha accettato di trasportare una telecamera nascosta sotto il niqab (un velo presente nella tradizione araba preislamica e in quella islamica, che copre l’intero corpo della donna, compreso il volto, lasciando scoperti solo gli occhi) per filmare scene di vita quotidiana nella città settentrionale siriana di Raqqa, dal marzo 2013 sotto il controllo dello Stato islamico (alias ISIL o ISIS).
Il video documento è stato trasmesso su France 2 all’interno di un’inchiesta per mostrare alcune donne francesi che hanno deciso di trasferirsi per sempre in Siria, dopo aver abbandonato le loro vite precedenti in Francia.

Il filmato girato tra febbraio e aprile di quest’anno, mostra uomini e donne con le proprie armi percorrere strade trafficate; si vede anche una mamma vestita con il niqab con un Kalashnikov AK-47 a tracolla, tenere per mano il suo bambino mentre entrano in un parco giochi.
La donna con la telecamera nascosta a un certo punto è stata avvicinata da una macchina, l’uomo a fianco il guidatore l’ha rimproverata per non aver sufficientemente nascosto il suo viso sotto il velo, tra i rimproveri ha detto: “Dio ama le donne che sono coperte”.
Il video su France 2 andato in onda questa settimana, ha mostrato in internet café anche alcune donne francesi, parlare con i parenti in Francia, una in perfetto francese dire alla madre che lei non tornerà a casa: «Non ho preso il rischio di venire qua per tornare in Francia».
France 2 ha detto che molte donne francesi sono venute per raggiungere i propri mariti che combattono nel paese, altre per sposarsi.
Gli Stati Uniti e i suoi alleati arabi questa settimana con attacchi aerei hanno colpito Raqqa per cercare di distruggere le postazioni di militanti in quella che è diventata de facto la capitale di ISIS.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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