Docente denunciato per critiche al software che monitora gli studenti durante gli esami a distanza

Ian Linkletter, specialista in tecnologia di apprendimento presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università della Columbia Britannica (UBC) a Vancouver in Canada, tra il 23 e il 24 agosto 2020 ha pubblicato una serie di tweet che criticavano un software utilizzato dalla sua università. Il software chiamato Proctorio, è uno strumento che monitora online gli studenti in caso di comportamenti sospetti mentre sostengono esami a distanza. I tweet contenevano link a video non elencati su YouTube che descrivevano vari aspetti del programma, tratti dal sito web di supporto per gli istruttori di Proctorio.
Ian Linkletter il 24 agosto alle ore 20:44 ha twittato:
«Questo video del canale YouTube di Proctorio mostra come agisce la funzione Abnormal Eye Movement. Vi mostrerà, al di là di ogni dubbio, il danno emotivo che state facendo agli studenti utilizzando questa tecnologia».
Alle ore 20:47 ha twittato:
«Questo video dal canale YouTube di Proctorio mostra come si può configurare la funzione Record Room, questa funzione ti dà la possibilità di configurare l’opportunità che consente agli studenti di registrare la propria stanza all’inizio o durante l’esame».
I video di YouTube uno dopo l’altro sono scomparsi. Il primo è sparito due ore e 11 minuti dopo che Ian Linkletter lo ha twittato. Il successivo è scomparso dopo soli dodici minuti. Alle 22:14 del 24 agosto 2020, tutti i video erano scomparsi.
Ian Linkletter la settimana successiva ha continuato a twittare, il 26 agosto 2020 ha scritto:
«Proctorio ha paura. Hanno paura degli studenti. Hanno paura della verità. Hanno paura di ciò che hanno fatto».
Il 28 agosto 2020 ha twittato:
«Proctorio non può nascondersi. Conosciamo il loro amministratore delegato. Sappiamo che non è etico. Sappiamo come funziona il software. Sappiamo che è il peggiore».
Ian Linkletter all’inizio di settembre ha ricevuto una telefonata inaspettata da un giornalista del Vancouver Sun per informarlo che Proctorio gli stava facendo causa per aver twittato i video e per aver fatto uno screenshot del suo sito web. L’azienda sosteneva che aveva violato i suoi diritti d’autore e distribuito materiale riservato.
Ian Linkletter è stato denunciato. L’esperienza di Ian Linkletter è solo uno di una serie di dispute di alto profilo che coinvolgono Proctorio. Insegnanti e studenti lo considerano un tracciamento invasivo, i critici hanno scoperto che la legge sta dando a Proctorio un vantaggio inaspettato, consentendo all’azienda di soffocare le critiche appellandosi alla legge sul diritto d’autore.
Proctorio ha lo scopo di aiutare le scuole a rispondere a una nuova urgente domanda: come si scoprono gli imbroglioni quando fanno l’esame a casa? Il problema ha ispirato una crescente attività di servizi di teleproctoring (si riferisce alla supervisione di un esame a distanza utilizzando la tecnologia delle telecomunicazioni), monitorano gli studenti durante gli esami, già da molto prima del coronavirus Covid-19.
Proctorio è stata fondata nel 2013, alcune piattaforme concorrenti come ExamSoft esistevano già nel 1998. Tali strumenti si sono ampliati sulla scia del coronavirus Covid-19, con la conseguente corsa agli ambienti di apprendimento remoto e misto.
Ora più di 400 università utilizzano Proctorio, da Harvard e Columbia a UT Austin e Kent State, quest’anno hanno sostenuto oltre 16 milioni di esami, rispetto ai sei milioni del 2019. Mike Olsen CEO di Proctorio, in un’intervista a The Verge ha detto che entro la fine dell’anno si aspetta “25-30 milioni di esami”.
Proctorio a differenza di servizi come Examity e ProctorU, che possono mettere gli studenti di fronte a un sorvegliante dal vivo, è completamente algoritmico, utilizza ciò che il suo sito web descrive come “apprendimento automatico e tecnologie avanzate di rilevazione facciale”. Il software è in grado, attraverso la webcam dello studente, di registrarli mentre lavorano e di monitorare la posizione della loro testa per capire se stanno guardando il loro test. Proctorio segnala eventuali segnali sospetti ai professori, che possono poi tornare indietro e rivedere le sue registrazioni. I professori per tutta la durata dell’esame possono tenere traccia di quali siti web gli studenti stanno visitando e possono escluderli da funzioni come il copia/incolla, schermi multipli o stampa.
È emerso dall’inizio dell’anno scolastico il malcontento di molti studenti che si sono espressi contro la tecnologia. Petizioni con migliaia di firme l’hanno definita abile e discriminatoria, intrusiva, insicura, inaccessibile, invasiva della privacy. Studenti dell’University of British Columbia (UBC), si sono opposti a Proctorio per tutta l’estate, sia in una lettera aperta sia nel loro forum.
Mike Olsen CEO di Proctorio ha detto:
«Abbiamo circa 3,6 milioni di studenti attivi ogni settimana sulla piattaforma. Ci sono molti studenti che usano il nostro prodotto ogni giorno in tutto il mondo e non dicono niente».
I commenti degli studenti alla fine ha spinto Ian Linkletter a parlare:
«Volevo che la gente ascoltasse le preoccupazioni degli studenti, questa è una tecnologia di grande impatto, ha una portata enorme e molti studenti sono obbligati ad utilizzarla. Non credo che la gente ascolti le loro preoccupazioni».
Ian Linkletter ha anche i suoi problemi con Proctorio. Ritiene che questo strumento causi un’inutile ansia tra i suoi studenti. Pensa anche che aggiunga un’aura di tensione e diffidenza a un ambiente già stressante. Ha detto:
“Dobbiamo essere informati sui traumi nel modo in cui insegniamo, e parte dell’essere informati sui traumi è essere comprensivi, indulgenti e fidarci delle persone, sento che questo è l’esatto contrario”.
Katrina Martin, studentessa dell’Università del Minnesota che usa Proctorio, è d’accordo, ha detto:
«La mia esperienza con Proctorio è stata a dir poco snervante. Ogni volta che faccio un test mi preoccupo di comportarmi in modo non sospettoso mentre la webcam mi sta guardando. Basterebbe distrarmi da una chiamata del mio ragazzo e la scuola potrebbe accusarmi di aver imbrogliato».

In difesa di Ian Linkletter
Brenna Clarke Gray coordinatrice delle tecnologie educative presso la Thompson Rivers University, nel suo sito ha scritto una lettera aperta in difesa di Ian Linkletter.

«È arrivata questa sera la notizia pubblicata da The Province che Proctorio ha notificato una denuncia a Ian Linkletter in risposta al suo vitale lavoro di divulgazione dei meccanismi con cui Proctorio lavora. Ian Linkletter in Canada è uno dei tecnologi dell’apprendimento più etico, consapevole e incentrato sugli studenti. La sua preoccupazione per l’intera sezione degli strumenti di Proctorio è ben documentata. La sua attenta indagine in questo campo, compresi i tweet in questione, aiuta a informare meglio il lavoro di tutti i tecnologi dell’apprendimento, per fare bene il nostro lavoro, abbiamo bisogno di accedere alle informazioni e di capire l’impatto delle nostre scelte sugli studenti, senza il suo lavoro ne sapremmo meno.
Tutti gli strumenti di valutazione sono aperti alla critica di coloro che lavorano in questa disciplina per rimodellare una cultura accademica che si oppone alla fiducia degli studenti e che si affida sempre più alle tecnologie di sorveglianza per sostituire il difficile lavoro di valutazione, se questi strumenti vogliono che ci fidiamo di loro, dobbiamo capire come funzionano. Abbiamo bisogno di critici come Ian Linkletter per forzare la trasparenza in spazi dove è difficile da trovare, perché non possiamo criticare ciò che non conosciamo. I tentativi di Ian Linkletter di far luce in questi angoli bui dovrebbero essere e sono accolti con gratitudine da parte della comunità EdTech. Il lavoro di Ian Linkletter fa parte di un più ampio corpus di critiche accademiche sul tema delle tecnologie di sorveglianza nell’educazione, dovrebbe essere sostenuto e difeso come tale.
La prima stesura di questa lettera (vedi sito) è stata firmata dai seguenti studiosi, tecnologi dell’educazione e parti interessate, se desideri aggiungere il tuo sostegno a questa lettera, commenta di seguito e il tuo nome sarà aggiunto alle future stesure».

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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