Disney citata in giudizio per illegale monitoraggio dei bambini con i suoi giochi per dispositivi mobili

Disney è stata citata in giudizio per presunta violazione della legge sulla privacy attraverso il monitoraggio illegale e la raccolta delle informazioni personali e attività dei bambini che utilizzano i suoi giochi con i dispositivi mobili.
La causa, depositata giovedì 3 agosto 2017 presso la Corte distrettuale statunitense per il distretto nord della California, in nome dell’attrice Amanda Rushing, afferma che il figlio utilizzando l’app Disney Princess Palace, è stato monitorato.
L’app per il gioco presumibilmente contiene software di monitoraggio degli annunci, tiene traccia delle attività online degli utenti. I dati raccolti sono poi venduti a terze parti per mirati scopi pubblicitari.
La Federal Trade Commission (FTC) (è un’agenzia federale indipendente i cui obiettivi principali sono tutelare i consumatori e garantire un forte mercato concorrenziale applicando una varietà di tutela dei consumatori e delle leggi antitrust. Si occupa di denunce presentate in materia di pratiche commerciali sleali come truffe, pubblicità ingannevoli e pratiche monopolistiche), ha regolamenti rigorosi riguardanti le società internet che raccolgono dati sui bambini di età inferiore ai 13 anni.
Gli sviluppatori che progettano app per i bambini, e gli inserzionisti di terze parti, secondo la legge del 1999 sui diritti di tutela della privacy dei bambini (CORPA), prima di raccogliere informazioni personali di bambini, età inferiore ai 13 anni, sono tenuti a ottenere il consenso verificabile dei genitori. Nella denuncia si legge:
«La maggior parte dei consumatori, inclusi i genitori dei bambini, non sa che le applicazioni create per i minori sono state progettate per raccogliere illegalmente le informazioni personali degli utenti, quindi estrapolare queste informazioni dal dispositivo intelligente per pubblicità e per altri scopi commerciali.
Inoltre si rileva che i bambini mentre la loro abilità cognitiva è ancora in fase di sviluppo, sono “particolarmente vulnerabili” al monitoraggio online e alla successiva mirata pubblicità, hanno una limitata comprensione o consapevolezza di una sofisticata pubblicità, quindi con meno probabilità degli adulti non sono in grado di distinguere tra il contenuto effettivo di applicazioni di gioco online e il collegato contenuto pubblicitario, in questo modo senza rendersi conto di cosa stanno facendo, interagiscono con contenuti pubblicitari».
La denuncia sostiene che Disney nelle sue applicazioni di gioco ha incorporato il DisneyEmbedded Software Development Kit (SDK), per raccogliere le informazioni personali degli utenti e monitorare il loro comportamento online, con lo scopo di “facilitare la pubblicità comportamentale o di analisi di marketing” e creare “robusto profilo online” per indirizzarli nel tempo attraverso vari siti web e servizi.
La denuncia anche se è concentrata sul gioco “Disney Princess Palace Pets”, non distoglie l’attenzione su decine di altri famosi giochi di Disney che utilizzano simili tecnologie di tracciamento, tra questi Cars Lightning League, Disney Crossy Road, Disney Build it: Frozen, Club Penguin Island e Zootopia.
Amanda Rushing afferma che Disney non ha ottenuto il consenso “verificabile” del genitore. Ha sostenuto di “non aver mai saputo che l’azienda aveva raccolto, divulgato e utilizzato le informazioni personali del figlio perché non ha mai fornito alcuna informativa richiesta o cercato il consenso dei genitori.
La denuncia ha evidenziato che in passato la Disney è stata accusata di aver violato i diritti di tutela della privacy dei bambini (CORPA): Playdom Inc. società controllata da Disney nel 2011 è stata condannata a pagare una penalità di 2,29 milioni di Euro (la più grande penalità civile impartita dalla Federal Trade Commission per una violazione CORPA), per la raccolta illegale e la divulgazione dei dati personali di centinaia di migliaia di bambini sotto i 13 anni senza consenso del genitore.
Michael W. Sobol, uno dei legali che ha presentato la denuncia ha detto:
«Il Congresso ha approvato CORPA per ottime ragioni. La Disney come azienda a lungo impegnata nella pratica di coinvolgere e trarre profitto dai bambini, deve assicurarsi che i suoi giochi e le applicazioni rispettino la legge. Tutte le aziende che lavorano in questo campo prima di estrapolare i dati dei bambini dai loro dispositivi mobili quando giocano con Disney’s Mobile Apps.devono sempre avere il consenso verificabile dei genitori.
I ricorrenti chiedono al tribunale di certificare la denuncia come una “class action” di tutte le persone che risiedono negli stati dell’Alabama, dell’Alaska, dell’Arizona, dell’Arkansas, della California, del Colorado, del Connecticut, del Delaware, della Georgia, delle Hawaii, dell’Idaho, dell’Illinois, del Kentucky, della Louisiana, Maine, Maryland, Minnesota, Missouri, Nevada, New Hampshire, New Jersey, Nuovo Messico, Carolina del Nord, Ohio, Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, Dakota del Sud, Texas, Utah, Vermont, Washington e Virginia Occidentale.
Esigono un’azione d’ingiunzione per costringere l’azienda a cessare di monitorare le informazioni personali dei bambini senza un consenso preventivo verificabile da parte dei genitori. Inoltre valutano eventuali danni non specificati per un importo da determinare al processo».
Walt Disney Company per conto di un suo portavoce ha rilasciato una dichiarazione al sito The Wrap, ha detto:
«Disney ha un robusto programma di conformità CORPA, manteniamo rigide norme per la raccolta e l’utilizzo di dati per le applicazioni Disney create per i bambini e le famiglie. La denuncia si basa su un fondamentale equivoco delle regole di CORPA, non vediamo l’ora di difendere quest’azione in tribunale».