Dire addio a Windows 7 non è facile, ma è necessario

Windows 7 dopo il fiasco di Vista ha funzionato molto bene, rendendo tanti utenti felici di avere una versione decente di Windows e aver schivato la voragine di Windows 8.x. Ora il loro pensiero è Windows 10, ma il 7 ha svolto bene il lavoro, quindi in molti sono rimasti fedeli e anche giustificati ad esserlo a causa dei loschi aggiornamenti e delle patch di Windows 10.
Windows 7 dal 14 gennaio 2020, ha raggiunto la fine della sua vita, in molti hanno fatto l’upgrade a Windows 10 o stanno lavorando su un’altra alternativa a Windows 7 come Chrome OS, macOS o Linux.
L’indagine del Programma d’analisi digitale (DAP) del governo degli Stati Uniti riporta che il 9 gennaio, cinque giorni prima della fine del ciclo di vita di Windows 7, il 19% degli utenti di Windows utilizzava ancora Windows 7. È ora di cambiare, anche lo scenario d’aggiornamento più semplice, come l’aggiornamento a Windows 10, richiede almeno tre ore. L’operazione richiederà più tempo per chi desidera un sistema operativo alternativo.
Molte aziende stanno semplicemente ritirando i vecchi PC, sostituendoli con nuovi modelli che eseguono Windows 10. È la strada più facile da seguire, ma, come mostrano i numeri del DAP, molte persone non hanno ancora preso quest’iniziativa: in effetti, proprio come in un film d’azione sgradevole con un conto alla rovescia della bomba, mentre l’orologio segna lo zero su Windows 7, più persone hanno manifestato l’intenzione di non fare l’aggiornamento, convinti che non avranno problemi se continueranno ad aggiornare il loro programma antivirus. Brivido!
I programmi antivirus (A/V) protegge solo l’utente da malware noto. Ogni giorno arrivano molti nuovi problemi. I programmi A/V non hanno modo di tenere il passo con il malware più recente e più cattivo. Microsoft Security Essentials, uno dei migliori, è morto lo stesso giorno di Windows 7. Windows Defender Antivirus? Non è mai stato disponibile su Windows 7 ed è sicuro che non sarà più disponibile.
Robert O’Callahan ex sviluppatore di Firefox e Justin Schuh capo della sicurezza di Google Chrome, separatamente hanno fatto notare che c’è molto codice marcio nei programmi A/V. Molti sviluppatori in realtà vedono i programmi A/V come più dannosi che utili, questo perché per proteggere nel profondo un sistema possono essere facilmente usati come vettori d’attacco; inoltre non dimentichiamo che se qualcosa va storto e ci si rivolge a qualcuno per ottenere aiuto, è improbabile che potrà dare una mano per risolvere i problemi su un sistema operativo obsoleto. Infine, ma non meno importante, quando in Windows 7 saranno rilevate nuove falle di sicurezza, gli utenti saranno completamente esposti agli attacchi.
In definitiva se è davvero necessario continuare ad utilizzare Windows 7, è consigliabile eseguirlo solo su una macchina virtuale senza la connessione in rete su un altro sistema operativo: il consiglio è di utilizzare Oracle VirtualBox su Linux Mint, idoneo per gestire i sistemi operativi poco affidabili, in questo modo è possibile ancora eseguire le vecchie app ed essere relativamente al sicuro.
Naturalmente, la cosa più intelligente da fare se si rifiuta di lasciare Windows 7, è pagare per gli aggiornamenti della protezione estesa di Windows 7 – Extended Security Updates (ESU). Escluso Windows 7 Home, è disponibile solo per chi ha Windows 7 Professional, Windows 7 Enterprise o Windows 7 Ultimate.
Microsoft in conclusione vuole davvero che al momento si passi da Windows 7 a Windows 10; anche se sarà un gran rompicapo aggiornare o migrare, oggi è giunto il momento: spostarsi velocemente dal non più supportato Windows 7  o provare molto dolore domani.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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