Crisi dell’euro: la Francia è la bomba a orologeria nel cuore dell’Europa

L’attenzione sul paese più in sofferenza nella zona euro, si sta spostando dalla Grecia alla Francia. Il Fondo Monetario Internazionale, la scorsa settimana ha avvertito che, senza un’urgente riforma economica, il paese rischia di rimanere indietro all’Italia e la Spagna. Lo stesso giorno, in uno studio commissionato dal governo, l’industriale Louis Gallois ha chiesto  misure “shock” per far ripartire l’industria francese, ha detto che il settore industriale si sta riducendo rapidamente. Nel frattempo, altri imprenditori francesi sono stati denunciati per aver detto alla stampa che l’economia francese sta perdendo terreno non solo in Germania, ma anche nel Regno Unito, la Spagna e Italia.
I recenti dati della crescita economica, migliori del previsto (0,2% di crescita in questo trimestre rispetto al precedente), ha permesso al ministro delle finanze francese Pierre Moscovici, di rispondere alle critiche:
«La Francia non è il malato d’Europa, rimane la quinta grande potenza economica, ha tutte le sue risorse ma ha bisogno di ritrovare la propria competitività».
La risposta di Pierre Moscovici, con ogni probabilità si riferiva a un battibecco tra funzionari tedeschi e francesi su come risolvere l’economia francese. Gli alleati del cancelliere tedesco Angela Merkel, hanno detto che il governo socialista di François Hollande, non sta facendo abbastanza per stimolare la competitività. In difesa della Francia, ha parlato la controparte di Moscovici in Germania, il ministro delle finanze Wolfgang Schäuble, il quale ha detto: «Vorrei mettere in guardia su queste voci di un paese malato, abbiamo fiducia nelle politiche del governo francese».
L’attacco più duro alla situazione economica della Francia è stato quello del The Economist. In un sagace articolo nella sua edizione più recente, la rivista, ha scritto:
«La Francia, è come “La bomba a orologeria nel cuore dell’Europa“, con una situazione peggiore della Grecia, la Spagna, e l’Italia. La Francia, rappresenta la più grande minaccia per la moneta unica europea, imputabile a un’economia stagnante, l’alto tasso di disoccupazione, la rigidità sul diritto del lavoro, l’assurda alta spesa pubblica (quest’ultima fa apparire piccola la spesa pubblica di altri paesi della zona euro).  La leadership della Francia, mentre altre nazioni stanno riformando, non sembra valutare appieno la portata del problema. Il signor Hollande, durante la campagna elettorale, ha appena sfiorato la necessità di riformare gli aspetti finanziari, commerciali e industriali, concentrandosi invece sulla fine dell’austerità. Il suo Partito socialista, fino ad oggi resta ostile al capitalismo che, da quando ha cominciato a mettere in guardia circa la competitività della Francia, ha fatto precipitare l’indice di gradimento del governo.
Il governo francese, subito dopo aver ricevuto la relazione di Louis Gallois, per stimolare la competitività, ha stanziato venti miliardi di euro (25,5 miliardi dollari) in agevolazioni fiscali per le imprese.
Il primo ministro Jean-Marc Ayrault, ha detto:
«La Francia sta adottando quasi tutte le misure “d’urto” raccomandate da Gallois. La situazione del paese richiede decisioni ambiziose e coraggiose. La Francia ha bisogno di un nuovo modello di sviluppo».
La sincerità di Jean-Marc Ayrault, sulla riforma radicale, potrà essere confermata solo dal futuro. Nel frattempo, l’inserimento della Francia tra i malati d’Europa, può essere preso come una scossa per avviare le riforme di cui ha bisogno.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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