Cosa succede quando le macchine imparano a parlare?

Buttate via il mouse, la tastiera e il telecomando della TV, un nuovo dispositivo

parlante, previsto per il prossimo decennio, diventerà il nostro nuovo amico

"elettronico"

What happens when machines learn to speak?  di Dick Pelletier

AvatarIl dispositivo converserà con voce piacevole, ascolterà attentamente le nostre preferenze per fare ricerche mirate su Internet per suggerire letture interessanti e consigli sui programmi TV da vedere.
Il nuovo gioiello interattivo, un Avatar, a comando, si materializzerà sullo schermo del televisore, sul monitor del computer, sul display dell’autoradio o del telefono cellulare. Servizievole, al punto giusto, chiamandoci per nome, chiederà che cosa desideriamo.
La maggior parte della gente pensa che l’utilizzo di questi sistemi interattivi è molto lontano, non è così, due trend tecnologici stanno accorciando i tempi. Il primo riguarda l’affinato riconoscimento vocale dei dispositivi, presto consentirà alle persone di utilizzare la propria lingua per conversare con qualsiasi computer. Il secondo trend, interessa i futuri investimenti imprenditoriali che riguardano Internet, per la creazione di nuove applicazioni aziendali, con software che sfruttano il riconoscimento vocale.
Bill Gates, sostiene che entro il 2012, i dispositivi abilitati con voci "intelligenti", permetteranno di conversare comodamente con i nostri visualizzatori, riducendo la necessità di utilizzare il mouse e la tastiera.
L’Avatar, il nostro fidato amico elettronico, ci aiuterà negli acquisti, al lavoro, a scuola, in attività imprenditoriali e nelle relazioni sociali su Internet. all’interno delle nostre abitazioni, garantirà la sicurezza, cambierà l’illuminazione e la temperatura in base alle necessità, fornirà notizie e intrattenimento in qualsiasi punto dell’appartamento.
Il futuro tecnologico in evoluzione, attorno al 2015, fornirà processori e algoritmi più veloci per dotare gli Avatar di una "mente" d’apprendimento simile a quella di un bambino di sei anni; entro il 2020, milioni d’Avatar, formeranno un’enorme rete per comunicare gli uni con gli altri su Internet.
L’entità del potenziale d’intelligenza interconnessa, permetterà agli Avatar d’imparare ad agire come gli umani, diventeranno i nostri amici fidati, recupereranno per noi preziose informazioni, tendenze di mercato, schermandoci da possibili frodi.
Entro la metà del 2020, la tecnologia olografica ed i nano sensori, consentiranno ai nostri Avatar, incredibilmente intelligenti, di trasferirsi fuori dello schermo per plasmarsi in immagini digitali in grado di materializzarsi ovunque e in qualsiasi momento, scandagliare la nostra mente, percepire se siamo seri o allegri, valutare la situazione per illuminare il nostro umore.
Entro il 2030, molti opteranno per trasferire la mente della loro "incarnazione" dagli Avatar ai robot, macchine intelligenti, con memorie artificiali simili a quelle umane.
La cautela del pensiero etico, pone problemi morali e sociali, punta il dito sul pericolo che i nostri futuri nuovi amici, connessi su Internet, in grado di comunicare con una sola mente, capaci d’azioni individuali, potrebbero sviluppare proprie culture e regole.
Gli etici sottolineano che, dopo aver creato gli avatar / robot, al nostro servizio, in futuro, anche se non potrebbero alzarsi e prendere il mondo (come suggerisce la fantascienza), obbligheranno la società a stabilire i loro diritti e responsabilità ed il modo in cui inserirli nel nostro "magico futuro".
Liberamente tradotto da Positive futurist
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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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