Ecco come la Biblioteca Vaticana digitalizzerà milioni di preziosi libri (video)

La digitalizzazione di quaranta milioni di pagine degli archivi della biblioteca del Vaticano avrà cinquanta esperti, cinque scanner e molti, molti anni prima di terminare l’intero processo.
La Biblioteca Vaticana è stata fondata nel 1451, conta circa 82.000 manoscritti, alcuni dei quali risalgono a circa 1.800 anni fa. Lavorerà in tandem con NTT Data, una società di IT giapponese, per convertire il primo lotto di 3.000 manoscritti. Previsti quattro anni per digitalizzarli anche se alcuni di questi saranno online verso la fine del 2014.

Preparativi per la digitalizzazione
Prima dell’inizio della digitalizzazione, devono essere eseguiti i preparativi. In primo luogo, NTT Data e il Vaticano dovranno assicurarsi che gli scanner non danneggino i documenti. Il Wall Strreet Journal ha scritto che l’anno scorso sono stati testati scanner speciali. Le macchine sono dotate di uno schermo che farà da scudo ai documenti per proteggerli da qualsiasi luce violenta che potrebbe colpire i testi, anche se tutte le finestre di locali dove sarà fatta la scansione sono coperte da tende.

Precauzioni per il trattamento dei documenti
Gli addetti alla digitalizzazione dei testi prima di iniziare il lavoro dovrà indossare guanti, se necessario rimuovere tutti i gioielli in modo da evitare di graffiare la carta. Osservatori del Vaticano faranno rispettare le regole.
Ogni pagina dopo la digitalizzazione sarà configurata per la conservazione a lungo termine. Le pagine poi saranno caricate sul sito web della Biblioteca Vaticana, dove gratuitamente gli spettatori potranno vederle da più angolazioni.
Non c’è alcun termine previsto per completare il processo di digitalizzazione. Se ci vogliono quattro anni per ogni 3.000 manoscritti, l’intera libreria potrebbe non essere online per oltre 109 anni.
La digitalizzazione dei documenti impegnerà quarantatré quadrilioni di byte di spazio di archiviazione. Sarà eseguito il backup di sicurezza per recuperare eventuali file danneggiati o accidentalmente eliminati.
La fase iniziale di quattro anni per la digitalizzazione dovrebbe costare circa venticinque milioni di dollari che NTT Data ha accettato di pagare, anche se sperano che le loro spese saranno compensate da donazioni effettuate attraverso il sito web della biblioteca.
Il Vaticano e NTT Data hanno già completato una serie di test, a breve inizierà la digitalizzazione reale di documenti della biblioteca del Vaticano.

Conferenza stampa di Toshio Iwamoto presidente della NTT Data
La Biblioteca Vaticana il 20 marzo 2014 ha avviato un progetto di quattro anni con il gruppo tecnologico giapponese NTT Data per la digitalizzazione di 82.000 manoscritti che vanno dalle origini della Chiesa al 20° secolo.
La Biblioteca Vaticana, risalente alla fine del 14° secolo, detiene una delle più importanti collezioni di documenti storici in tutto il mondo, tra cui 1,6 milioni di libri, grandi collezioni di monete e d’immagine, e i suoi archivi di manoscritti.
Toshio Iwamoto presidente della NTT Data, in una conferenza stampa in Vaticano ha detto:
«Oggi, NTT Data e la Biblioteca Apostolica Vaticana hanno concordato e firmato il contratto iniziale per la partecipazione nell’operazione che al termine della digitalizzazione permetterà di conservare circa 80.000 volumi e 41 milioni di pagine di manoscritti considerati parte del patrimonio storico dell’umanità, risalente tra il II e il XX secolo d.C.
Prometto che, come una società con un record di prestazioni distinto, faremo pieno uso delle nostre tecnologie e che ogni dipendente sarà pienamente impegnato nella missione di preservare questi manoscritti di valore inestimabile per le generazioni future. E’ un grande onore per NTT DATA prendere parte a una significativa operazione di portata storica. La biblioteca come previsto dall’accordo, utilizzerà scanner super tecnologici NTT per registrare circa quarantuno milioni di pagine di manoscritti così come il software di archiviazione per gestire la raccolta con l’apporto di tecnici della società giapponese che lavoreranno a fianco a fianco di bibliotecari vaticani».
Patrizio Mapelli, CEO di NTT Europe ha detto:
«La scansione sarà eseguita da personale NTT Data che opererà all’interno della Biblioteca Vaticana. I manoscritti non saranno mai spostati, rimangono sempre all’interno della Biblioteca Vaticana. Il nostro personale è stato addestrato, continuerà a essere addestrato da esperti della Biblioteca del Vaticano su come gestire questi documenti, che sono molto delicati».
Monsignor Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, ha aggiunto:
«In quattro anni di tempo con l’aggiunta di 3.000 manoscritti inclusi nella prima fase della nostra collaborazione con NTT Data, la nostra stima è di poter raggiungere il numero di 15.000 manoscritti digitalizzati, su 80.000 – 82.000, questo sarebbe un grande risultato a favore della conservazione e diffusione delle conoscenze, al servizio della cultura, per il mondo intero».