Calciopoli – Ricorsi al Tar inutili, i giochi sono chiusi.

Difficilmente il Tar del Lazio annullerà la sentenza della Caf. Il primo passo sarà la conciliazione, ma la Figc non sembra disposta ad aiutare i club belligeranti.
Tutti al Tar. E’ la parola d’ordine che si passano, di bocca in bocca, quelli della 280, la legge (cosiddetta "stoppa-Tar") che nell’estate del 2003 pose rimedio alla straripante invadenza dei tribunali amministrativi regionali, al punto che ogni club di serie A e B aveva il suo di riferimento.
LEGGE 280 Questa legge 280 dice che dopo i gradi della giustizia sportiva, che nel caso di Moggiopoli sono stati la Caf e la Corte federale, ci sono altri tre appelli che i club e i singoli tesserati possono percorrere al di fuori della federazione che li ha giudicati. Il primo è un passaggio (obbligato) al Coni, presso la sua Camera di Conciliazione e Arbitrato (Cca). Ci possono andare i tesserati che hanno avuto squalifiche superiori ai quattro mesi. Ci possono andare i club: per l’arbitrato, a condizione che siano stati retrocessi; per la conciliazione, in tutti i casi inclusa la penalizzazione. Successivamente alla Cca ci si può rivolgere al solo Tar del Lazio, che con la 280 «assorbì» tutti gli altri Tar, evitando così pericolose derive campanilistiche. Il Consiglio di Stato rappresenta una sorte di Cassazione. Oltre, il percorso è finito. Tar e Consiglio di Stato non rappresentano in alcun modo, proprio grazie alla 280, una violazione della clausola compromissoria. E’ bene chiarirlo, visto che si fa un po’ di confusione.
AL CONI Cosa può succedere alla Cca? Poco, anzi niente per quel che riguarda la conciliazione. Perchè per «conciliare» bisogna essere in due, e la Federcalcio del professor Guido Rossi, in parte scottata dalle sentenze a sconto della Corte federale, non sembra disposta a sedersi intorno a un tavolo con i belligeranti Cobolli Gigli, Lotito e Della Valle (il Milan ha già annunciato di rinunciare a ulteriori ricorsi). Qualcosa può invece accadere sul fronte dell’arbitrato, cioè della Juve retrocessa con penalizzazione. Lì, uno sconticino sullo sconto, qualche altro punto in meno dei 17 stabiliti in B dalla Corte federale, può anche arrivare.
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO E passiamo al Tar del Lazio. Il cui presidente Pasquale De Lise, autosospesosi dalla presidenza della Corte federale, si è da ieri autosospeso anche da qualsiasi tipo di dichiarazione («Ora la palla è passata al Tar e dobbiamo custodirla tacendo»), dopo averne dispensate in quantità quando il dibattito verteva su Tar-sì e Tar-no. De Lise, per lunghi anni l’uomo delle regole nella Federcalcio di Franco Carraro, ha spesso sottolineato in questi ultimi giorni come fosse per il Tar-sì, fornendo un prezioso quanto certo involontario assist a tutti i possibili ricorrenti. Ora che preferisce il silenzio, può essere utile rammentare quello che il Tar potrebbe o non potrebbe fare. Due ipotesi di partenza:
1) Il Tar dichiara inammissibili i ricorsi e si chiude lì.
2) Il Tar dichiara ammissibili i ricorsi.
Questa seconda ipotesi produce tre possibili varianti:
a) Il Tar dice che il processo alla Caf era viziato da irregolarità procedurali e che è tutto da rifare, ma questa è una possibilità che nelle ultime ore, specie dopo la sentenza della Corte federale, ha perso molto appeal.
b) Il Tar apre il fascicolo nel merito e concede alle società ricorrenti la sospensiva.
c) Il Tar apre il fascicolo nel merito e non concede la sospensiva.
SOSPENSIVA La sospensiva è quella cosa che fa la differenza. Con la sospensiva decadono momentaneamente le sanzioni in attesa di un giudizio nel merito che verrà dato successivamente. In teoria, per intenderci, con la sospensiva la Juve resterebbe addirittura in A. Ma è per l’appunto teoria. La sospensiva in realtà non ci sarà («Il Tar non la darà mai, ammesso e non concesso che ritenga ammissibili i ricorsi», dice chi se ne intende) e il Tar si prenderà tutto il suo tempo (mesi) per stabilire se quelle penalizzazioni sono congrue o meno. Nel frattempo partono campionati e coppe. E quel che resta in ballo sono solo eventuali (improbabili) cause civili di risarcimento danni.
CONCLUSIONE Ora che il diffidato Franco Carraro ha perso 80 mila euro (di ammenda), ma ha ritrovato la serenità, ora che la legge 280 non gli consente, a causa della modestissima sanzione, di procedere oltre nei ricorsi, il Tar di Pasquale De Lise potrà concentrarsi interamente sui club. I pronostici si possono anche sbagliare, ma ipotizzare che la partita dei ricorsi sia chiusa prima di cominciare non è reato.
Ruggiero Palombo gasport

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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3 thoughts on “Calciopoli – Ricorsi al Tar inutili, i giochi sono chiusi.

  1. Io di calcio mi intendo come di astrofisica nucleare,ma ieri in televisone ho visto Moggi che faceva la vittima in cerca di verità e santità e infastidita ho cambiato canale-

  2. La Uefa deve buttare fuori il fasullo Milan,altrimenti ricominciamo!Ciao caro amico e una buona giornata.

    🙂

    L’ESPLORATORE

  3. questa sentenza di secondo grado è stata scandalosa…ed anche la FIFA se n’è accorta, difatti ha messo un veto sull’iscrizione del milan in champion….Abbiamo fatto l’ennesima figura di “italiani”!! Ed abbiamo sciupato (o meglio hanno sciupato) l’occasione di restituirci un calcio vero e giocato, come non ne vediamo da un decennio ormai…

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