Calciopoli: duro ricorso di Palazzi, vuole il Milan in B e la Juve in C

Il procuratore federale Stefano Palazzi chiede per tutti i soggetti che hanno avuto qualche sconto dalla Caf di irrogare «la sanzione richiesta nel corso del procedimento di primo grado o quella differente ritenuta giusta da parte di codesta Onorevole Corte Federale, ma comunque in misura più afflittiva rispetto a quella irrogata con la decisione impugnata». Finiscono così le richieste di Palazzi, meno una. Quella del Milan, che ha una specificazione: oltre a ribadire la richiesta precedente, ovvero la B, il procuratore si premura che ci sia «particolare riferimento alla afflittività della sanzione riguardo alla partecipazione alle competizioni internazionali». La pena com’è ora consente al Milan di partecipare alla prossima Coppa Uefa.
Non è proprio andata giù a Palazzi che i rossoneri siano riusciti a recuperare l’Europa per il rotto della cuffia, solo perché l’Empoli non ha richiesto la licenza (ieri la Figc ha respinto la richiesta dei toscani di ottenere la «patente» dopo la scadenza del termine). Ma sia chiaro: il Milan per prima cosa merita la B perché Galliani e Meani avrebbero commesso fatti «preordinati a predeterminare la designazione di assistenti ritenuti vicini alla società e ad alterare lo svolgimento della gara Chievo-Milan». Meani, ben lungi dall’essere un precario, viene definito «un dirigente» che rivolge «ad entrambi gli assistenti» «inviti espliciti e incalzanti volti a favorire la società». E l’attività di Galliani presenta «un considerevole disvalore regolamentare». Per i due, però, il procuratore non avanza ricorso: gli stanno bene le pene di tre anni e sei mesi, e di un anno di inibizione. Anche per la Juve si torna alla sanzione richiesta in primo grado, ovvero all’incubo C che la Caf ha solo sfiorato comminando la B con -30, e che i legali dei bianconeri avevano cercato di scansare con il famoso «patteggiamento» in aula avanzato dall’avvocato Zaccone. Il legale aveva chiesto la B con penalizzazione: una sorta di ammissione di colpa che per Palazzi non merita sconti. «Non appare possibile valutare, quale profilo attenuante, il comportamento procedimentale tenuto dalla società Juventus, dal momento che tale tipo di diminuente è previsto solo con riferimento al comportamento delle persone fisiche». E le persone fisiche, soprattutto Moggi che non si è presentato al processo, «certamente non hanno tenuto atteggiamento collaborativo». Si ribadisce inoltre che la Juve ha operato «una costante e pervicace opera di condizionamento del sistema arbitrale» e «deve rispondere due volte per responsabilità diretta, essendo accertata la responsabilità di due suoi consiglieri d’amministrazione». Si rifanno pesanti le posizioni di Lazio e Fiorentina: il procuratore riporta il discorso sulle partite che erano state scartate dalla Caf, in quanto l’illecito non era stato considerato provato. Per Palazzi c’è stato eccome in Chievo-Lazio («si evidenzia un intervento di Mazzini sul direttore di gara, Rocchi, in relazione al quale il medesimo Mazzini, prima della gara, tranquillizza Lotito con "può dormire sonni tranquilli"») e in Bologna-Fiorentina e Fiorentina-Atalanta. (Fonte: Corriere)

 

Pino Silvestri

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3 thoughts on “Calciopoli: duro ricorso di Palazzi, vuole il Milan in B e la Juve in C

  1. Lo dicevo io che, invece di presentare il ricorso, ce ne dovevamo stare buonini e zittini in B a meno 30… Baciotto*

  2. Grazia il difensore della Juventus, ha voluto fare di testa sua, non ho capito perché non ha ascoltato il consiglio dei tifosi :-).
    Capuncione non sembra ma questo Palazzi ha la mano pesante, sicuramente non è un tifoso juventino :-).

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