ByFusion sta trasformando la plastica non riciclabile in blocchi adatti all’edilizia

La plastica monouso in un mondo di prodotti di plastica usa e getta, continua a regnare sovrana, ogni anno, gli americani ne generano circa 42 milioni di tonnellate. Eppure solo il 9% è riciclato, in parte perché l’infrastruttura di riciclaggio negli Stati Uniti non può tenere il passo con la produzione di plastica del paese, ma anche perché alcune plastiche non possono essere riciclate.
La startup ByFusion, con sede a Los Angeles, è in missione per cambiare questa situazione, utilizza una combinazione di vapore e compressione per modellare tutti i tipi di plastica, anche quelli non riciclabili, in blocchi standard chiamati ByBlocks, possono essere usati per costruire qualsiasi cosa, da recinzioni e muri di contenimento a terrazze pubbliche e fermate dell’autobus, ma le vere star sono le macchine brevettate utilizzate per realizzarli.
Le macchine chiamate Blockers, sono alimentate da cumuli di plastica che vengono spremuti in blocchi, senza bisogno di selezionare o pulire. ByFusion dopo anni di ricerca e sviluppo, ha installato un’unità di produzione completa a Los Angeles, dove può lavorare 450 tonnellate di plastica all’anno, con altri 12 Blockers in cantiere in tutto il paese.
ByFusion fino a oggi ha riciclato 103 tonnellate di plastica, con l’obiettivo di riciclare 100 milioni di tonnellate entro il 2030 (circa un quarto della produzione annuale di plastica degli Stati Uniti), ha già collaborato con le città di Boise (Idaho) e Tucson (Arizona), mentre a Lihue, sull’isola hawaiana di Kauai, ha lavorato con una scuola elementare per costruire un padiglione con blocchi fatti con detriti marini raccolti localmente e reti da pesca. L’obiettivo finale? Vendere le macchine Blocker ad ogni città degli Stati Uniti e all’estero, aiutando i comuni a prendere il controllo dei loro rifiuti di plastica e trasformarli in materiale da costruzione.
I blocchi ByBlocks sono disponibili in una dimensione standard di 16 x 8 x 8 centimetri e in tre varianti: alcuni sono modellati con pioli in modo che possano incastrarsi; altri sono piatti in modo che i costruttori possano facilmente montare altri componenti come un tetto in cima; e altri ancora sono una combinazione dei due. ByFusion sta anche lavorando allo sviluppo di blocchi più piccoli, di dimensioni cubiche.
I blocchi sono 10 kg più leggeri e più durevoli dei blocchi di cemento cavi, possono essere rivestiti con qualsiasi tipo di materiale o lasciati esposti, ma poiché la plastica è influenzata dalla luce del sole, dovrebbe essere rivestita con una vernice trasparente o accoppiata con un altro materiale resistente alle intemperie.
Il sistema (escluso il polistirolo) funziona praticamente con qualsiasi tipo di plastica, comprese le reti da pesca. E poiché la plastica è fusa (da cui il nome dell’azienda), non richiede un grammo di adesivo, colla o malta, di conseguenza, il processo non produce sprechi: 22 chili di plastica fanno un blocco da 22 chili.
Heidi Kujawa ha fondato ByFusion nel 2017, ha detto:
«Dopo aver finito di mangiare, puoi buttare piatti, posate e bicchieri in plastica nel macchinario, fare un blocco e poi incastrarlo nel muro».
ByFusion nel 2019 ha collaborato con il programma Hefty Energy Bag e la città di Boise, che ha chiesto ai suoi residenti di separare le loro plastiche difficili da riciclare. Ha obbedito solo il 20% dei residenti, comunque l’impegno ha permesso di raccogliere circa 30 tonnellate di sacchetti di plastica per la spesa, pluriball e contenitori di fast food che sono stati dirottati dalla discarica, per essere trasformati in blocchi di plastica da costruzione, alcuni sono stati utilizzati in un parco locale. La plastica per questo particolare progetto è stata elaborata presso la struttura di ByFusion a Los Angeles, ma l’azienda vuole collaborare con strutture di recupero dei materiali, comuni e persino società in tutto il paese che gestirebbero i Blockers stessi (sono anche disponibili per il noleggio, a partire da 280.000 dollari l’anno).
Heidi Kujawa ha affermato:
«Il nostro obiettivo principale è quello di collocare un Blocker in ogni città, per consentire a tutti di trattare i propri rifiuti riciclabili».
Le macchine Blockers sono disponibili in due dimensioni: una ha le dimensioni di un container e può trattare fino a 30 tonnellate di plastica il mese; l’altra è un macchinario montato a pavimento che può trattare più di 90 tonnellate il mese. L’investimento di 1,3 milioni di dollari per il grande macchinario Blocker è significativo ma Heidi Kujawa afferma che il riciclaggio della plastica comporta una serie di sfide finanziarie. Ha detto:
«La plastica non riciclabile in questo momento crea un onere sui costi su tutta la linea, non credo che la gente si renda conto di quanti dollari dei contribuenti vadano in tale onere».
Ormai molti di noi sono stati condizionati a pensare che alcune plastiche non possano essere riciclate, quindi se uno sforzo come quello di ByFusion può veramente decollare dipenderà da un bel po’ di riqualificazione dei consumatori e da un grosso sforzo a livello municipale, ma se anche solo una frazione di queste plastiche non riciclabili può trovare una casa che non sia la discarica, o i nostri oceani, il guadagno potrebbe essere enorme.
Heidi Kujawa in conclusione ha detto:
«Se riusciamo a installare 9.000 sistemi Blocker in tutto il mondo entro il 2025, insieme possiamo raggiungere il nostro obiettivo di 100 milioni di tonnellate».

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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