Brutto regalo di Natale? Fai finta di averlo apprezzato

Qualunque cosa tu pensi del Natale (meraviglioso, una tirannia, eccessivo, irrilevante), le probabilità sono che a un certo punto, durante le feste, dovrai scartare un regalo davanti alla persona che l’ha scelto per te.
Forse sarà un regalo che vi lascerà senza parole di gioia, sopraffatti dalla gratitudine e dall’affetto verso chi vi conosce così bene. O forse aprirai un regalo e ti chiederai se la persona che te l’ha donato ti conosce abbastanza. Le persone che ti hanno fatto il regalo credono davvero che ti piacerà l’oggetto indesiderato che ti ritrovi a fissare? Ora è necessario reagire, quindi, che cosa si dovrebbe fare?

Il rituale di dare e ricevere doni
Il dare e ricevere doni è un rito umano pieno di significato sociale e culturale, serve a rafforzare i nostri legami e le nostre relazioni: una delle componenti principali del rituale interattivo è la reazione che accompagna l’apertura di un dono e l’accettazione.
I bambini piccoli sono meno soggetti a tali vincoli spesso sono più interessati alla scatola che al suo contenuto. Tuttavia, con l’avanzare dell’età, diventiamo sempre più socializzati verso una reazione appropriata: imparare osservando coloro che ci circondano.
Fortunatamente, gli scambi di doni non sono fondamentalmente diversi dal resto dell’interazione umana. E’ una caratteristica fondamentale della comunicazione umana quella che gli analisti chiama “Comunicazione del design”, ciò che riguarda il “design del destinatario” è riferito al modo in cui costruiamo o progettiamo il nostro discorso per adattarlo alla persona cui stiamo parlando: per esempio, potresti iniziare una conversazione con la frase: “Conosci Jane dell’ufficio?”. Ma se il tuo destinatario non conosce Jane, o a cosa si riferisce l’ufficio, potresti adattare la tua frase: “Conosci la donna che abita al piano di sopra al mio posto di lavoro?”
Il design del destinatario è ovunque nell’interazione umana, dal modo in cui salutiamo le persone (“Ciao”, “Buongiorno”) al modo in cui facciamo richieste (“Posso avere?”, “Ho bisogno”, “Mi chiedevo solo”, “Ho avuto”, “Voglio”, “Sarebbe possibile”).
Se utilizzi le stesse parole come saluto per tutti quelli che incontri, dal tuo migliore amico a un nuovo datore di lavoro, sarebbe come fare lo stesso regalo di Natale a tutti quelli che conosci. I regali, invece, come la conversazione, dovrebbero essere unicamente destinati a una persona.
Supponiamo che le persone che conoscono i tuoi gusti per la musica di Bruce Springsteen, hanno scelto i regali che pensano che ti piaceranno. E’ difficile dire alla persona che ti sta regalando un cofanetto di Bruce Springsteen che ora preferisci altro.

Messaggi di Natale
Come si reagisce in questi casi? Naturalmente, dipende da quanto si desidera continuare un buon rapporto con il donatore. Se siete alla ricerca di una via d’uscita, reagire con sincerità al regalo indesiderato potrebbe essere una strategia utile. Ma se non volete offendere, ecco tre strategie che vi aiuteranno, sono il modo giusto per reagire ai regali che ti piacciono davvero, quindi assicurati di seguirli in ogni caso.

1. Il tempismo è tutto. Generalmente possiamo dire che se a qualcuno non piace quello che diciamo a loro, lo stesso vale per quello che gli diamo come regalo. I ritardi sono un buon indicatore di una risposta negativa, per questo una rapida risposta è la scelta migliore, quindi siate pronti a reagire rapidamente. La minima esitazione – anche mezzo secondo – implica sentimenti negativi.

2. Mostra e racconta. Se state aprendo dei regali davanti agli altri, mostrate loro il regalo. La velocità, anche in questo caso, è importante. Più velocemente coinvolgi il gruppo, più manifesti che sei entusiasta o orgoglioso di ciò che hai ricevuto. Se sei uno dei partecipanti, puoi aiutare il festeggiato aggiungendo i tuoi “Oohs” di gradimento.

3. Un semplice “grazie” non basta. La parte finale del rituale di donazione (che vi piaccia o non quello che avete ricevuto) è il “grazie”, dovrebbe essere attentamente pensato anche per il destinatario. Ciò è particolarmente importante per mostrare gratitudine se il dono è stato svelato in assenza del donatore.

Dire (o scrivere) “grazie per il dono” richiede particolare cura, bisogna fornire una risposta positiva che valuti il dono (“Sono belle queste decorate tazzine per il caffé”) e come ti senti (“Le amo!”).
Ciò non è ancora abbastanza. Aggiungete qualcosa sull’uso immediato per il regalo (“Potrò usarle con la mia nuova caffettiera“), dire tempestivamente (“avevo appena rotto una delle mie tazzine decorate con il gatto!”), o quanto sia ben accettato dal destinatario (“era quello che cercavo”).

E’ vero che questi suggerimenti comportano una certa quantità d’inganno, ma come ha detto Harvey Sacks (sociologo e linguista statunitense molto vicino alla tradizione etnometodologica. E’ stato un pioniere negli studi sul modo in cui le persone usano il linguaggio nel mondo reale):
«Tutti devono mentire. Le bugie non sono sempre cattive. In alcune situazioni, sono necessarie. Proprio come dovremmo rispondere che stiamo “bene” quando un collega ci chiede come stiamo andando, alcune bugie fanno girare le ruote della vita sociale».
Ricevere brutti regali a Natale è una situazione del genere. Dopo di tutto, in questo rituale più tradizionale, in cui si suppone che le relazioni si affermino, per quanto fuorviante è proprio il pensiero che conta.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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