Brasile, volontari costruiscono un’immensa favela, unica nel suo genere, per accogliere i cani senza fissa dimora

Located in the Southern city of Caxias do Sul, favela for dogs, is probably the only one of its kind, in the whole world.

The houses aren’t very big, but they’re enough to give a dog some shelter and… a place to call home, temporarily, one hopes.  The shanty town within the southern Brazilian city of Caxias do Sul, where the dog houses are located, is called a favela, like the shanty towns built for displaced persons in almost all of Brazil’s large cities.
Volunteers try to feed them every day and bring fresh water to the dogs, but this favela is no dog spa. It was a brilliant idea of the city’s non-profit humane society, Soama, which could not afford to build a large shelter for the abandoned dogs of Caxias do Sul.  Instead, they asked for volunteers to build individual dog houses where now 1,600 dogs and 200 cats call home.
All of the dogs are up for adoption, although most will never leave the rescue because of the Brazilian obsession for owning purebred dogs. Many of the dogs at the favela are mixed breeds; some abandoned, some strays, and some victims of abuse and neglect. The rescue appeals to all pet owners to spay and neuter.
Local townspeople refer to the the rescue as dog favela or dog slum. Natasha Oselame, head of marketing for the rescue explains how expenses continue to mount  Even though the local government contributes monthly, veterinarian expenses greatly outweigh the monthly stipend, and they are hoping to have more money allocated to improve conditions for the animals as well as taking in more animals if needed.The dogs eat 12 tons of food per month.

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Italian version
Brasile, volontari costruiscono un’immensa favela, unica nel suo genere per accogliere i cani senza fissa dimora [immagini e video]

Le casette anche se non sono molto grandi, forniscono un rifugio sicuro per un cane.
La baraccopoli all’interno della città meridionale brasiliana di Caxias do Sul, dove si trovano le casette dei cani, non si chiama canile ma favela, come le baraccopoli costruite per gli sfollati in quasi tutte le grandi città del Brasile.
L’idea delle casette per i cani abbandonati di Caxias do Sul, è nata alla Soama (Ong Sociedale Amiga dos animais), società senza fini di lucro, intervenuta per rimediare alla mancanza di fondi della povera città, non in grado di sostenere le spese per costruire un canile di grandi dimensioni.
La Soama ha chiesto ai volontari di costruire case singole (cuccette), per ospitare 1.600 cani e 200 gatti [foto].
I cani sono tutti in adozione, anche se la maggior parte non potrà mai lasciare il canile/favela a causa dell’ossessione brasiliana di possedere cani di razza, mentre molti cani che vivono nella favela, assistiti da 15 volontari, sono randagi, alcuni vittime d’abusi e d’abbandono.
Natasha Oselame, responsabile del marketing Soama per il salvataggio dei cani spiega che anche se il governo contribuisce con una donazione mensile, ciò non basta per coprire le spese per lo stipendio mensile del veterinario e l’acquisto di circa 12 tonnellate di cibo il mese. Sperano di avere più soldi stanziati dal Governo e confidano nell’aiuto di tutti quelli che faranno pervenire le donazioni acquistando  i loro prodotti.

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Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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