Benvenuti in Inghilterra, ecco il tuo ID Porno

I pornografi inglesi per i loro intrattenimenti per adulti sono già soggetti a divieti riportati in un rigoroso elenco di atti sessuali; il governo è pronto a inserirsi nel loro business ancora più profondamente: in Parlamento è in fase di revisione una legge che costringerebbe i porno siti britannici a chiedere i dati di verifica dell’età di persone che vogliono vedere il loro contenuto, e assegnare un numero unico di “identificazione porno“. Il governo in pratica avrebbe commissionato un efficace database di abitudini di porno della nazione. Che cosa potrebbe andare storto?
Il governo vorrebbe impacchettare la sua proposta del tutto estranea nella normativa concernente Internet chiamata Digital Economy Bill, oltre a stabilire una velocità minima di download per i consumatori d’internet, inasprisce le sanzioni per scherzi telefonici e telemarketing, prevede una migliore condivisione dei dati tra i vari dipartimenti governativi, non dimentica il porno.
La Digital Economy Bill con motivazioni che spaziano tra il puritanesimo e l’autoritarismo, per proteggere i bambini da discutibili contenuti su internet ha previsto clausole di verifica dell’età. Lo scopo sembra nobile ma immediatamente ha trovato espliciti avversari, non solo all’interno del settore dell’intrattenimento per adulti, ma anche tra chi ne fa un inseguimento a tempo pieno per proteggere le libertà civili.
Jim Killock direttore esecutivo di Open Rights Group, organizzazione nel Regno Unito volta a preservare i diritti digitali, ha detto:
«E’ un tentativo di trovare una soluzione tecnologica per un problema sociale, anche se questa legge può impedire ai bambini di visualizzare accidentalmente il porno, per gli adolescenti esperti di tecnologica non sarebbe un problema accedere con mezzi tecnici come la VPN o siti proxy, o semplicemente attraverso siti porno di social media tradizionali».
Alec Muffett esperto di sicurezza Internet crede fortemente nel senso comune, la piena divulgazione, la privacy, l’open source, ha detto:
«La convinzione del governo che la verifica dell’età è in grado di proteggere i bambini è scollegata dalla realtà, la verifica dell’età serve a poco, gli adolescenti sanno come bypassare i filtri di rete a scuola, semplicemente, chi vuole il porno è in grado di trovare il modo per vederlo».
Il Regno Unito per decenni ha avuto un rapporto antagonistico con la pornografia. La legge sulle pubblicazioni oscene nel 1959 ha reso illegale vendere porno hardcore. Ben Dover famoso pornografo inglese nel 1980 è stato imprigionato dopo la chiusura della sua casa di produzione.
Jim Killock ha aggiunto:
«La proposta di una raccolta di dati dovrebbe sollevare numerose preoccupazioni di sicurezza e privacy, nella bozza del disegno di legge è del tutto irrisolta, ha bisogno di una norma della privacy al fine di evitare potenziali disastri. Le leggi di protezione dei dati consentono di accettare questo tipo di profilazione, la gente non può capire i termini e condizioni».
La cattiva gestione di tali informazioni potrebbe essere dannosa, un hacker esperto all’interno del database come avvenuto con il portale Ashley Madison può collegare ai nominativi le abitudini personali di visione del porno, le informazioni rese pubbliche potrebbero avere ripercussioni di là dalla politica come avvenuto con l’esperto di pornografia ex consigliere del Primo Ministro, scoperto a scaricare immagini di giovani ragazze.
Alec Muffett ha aggiunto:
«La mancanza del disegno di legge di protezione per chi visualizza il porno, invia legalmente il messaggio che questa legge realmente non è per proteggere i bambini, sembra essere un tentativo di limitare l’accesso al porno». E’ un punto di vista condiviso da Tommie MacDonald, un partner d’affari britannico di un sito porno in Ungheria, ha detto:
«Il sesso e la violenza dilagante in altri mezzi di comunicazione non sono soggetti a simili restrizioni, in un videogioco, posso spaccare la testa delle persone. La letteratura erotica è piena di atti sessuali con minorenni. Dove possiamo tracciare la linea?».
Il National Health Service nel 2002 aveva lanciato un’iniziativa per unificare le cartelle cliniche dei cittadini, per dar modo ai medici di consultarle online, nonostante un budget di 11 miliardi di sterline e anni di lavoro, ha rinunciato nel 2011.
Marcus Ranum ricercatore di sicurezza ha aggiunto:
«E’ poco elegante utilizzare la tecnologia per risolvere un problema sociale, la “Legge di Ranum“, suggerisce di considerare attentamente se la tecnologia sia adatta per i propri obiettivi, e se non si dovrebbe ridisegnare questi obiettivi. Il governo britannico letteralmente sta portando avanti la sua nobile missione imponendo requisiti tecnologici sulla totalità di Internet. Open Rights Group richiede l’istruzione obbligatoria sessuale nelle scuole, comprende sezioni sulla pornografia, le relazioni e gli abusi online.
Jim Killock  ha detto:
«I bambini devono anche essere istruiti su come mantenere la sicurezza online e gestire i contenuti che potrebbero trovare inquietanti o spaventosi».
Il percorso di una legislazione formale per questo disegno di legge più controverso, in linea di massima procederà in questo modo: sarà discusso e votato dai membri del Parlamento alla Camera dei Comuni, poi andrà alla Camera dei Lord per essere votato in legge adeguata, potrà essere modificato nel corso di questo processo.

Pino Silvestri

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Pino Silvestri, blogger per diletto, fondatore, autore di Virtualblognews, presente su Facebook e Twitter.
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